E gli americani comprano pillole abortive dalla Cina
Il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi. Il noto adagio commenta bene la vicenda della legalizzazione della pillola abortiva RU 486 negli Usa: all’inizio di questo mese la Food and Drug Administration (Fda), l’ente americano che autorizza la commercializzazione di alimenti e farmaci, ha dato il via libera alla pillola creata dal professor Baulieu, ma per farla arrivare sul mercato americano ha dovuto affidarne la produzione nientemeno che a una ditta farmaceutica della Cina popolare! La pubblicità negativa che verrà al prodotto da questo fatto è prevedibile: l’immagine della Cina è universalmente associata a violazione dei diritti umani, aborto forzato e condizioni di lavoro e di produzione molto discutibili. La Fda ha aggravato la cosa tenendo segreto per due settimane il nome della ditta produttrice, adducendo ragioni di sicurezza. “E’ ridicolo –ha commentato Douglas Johnson del National Right to Life Committee-, non si è mai sentito parlare di manifestazioni di protesta in Cina popolare! Era solo una questione di cattiva pubblicità”. Nessuna ditta farmaceutica occidentale si è resa disponibile per produrre la RU 486 per il mercato americano per timore di un boicottaggio dei propri prodotti da parte dei movimenti anti-abortisti.
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