E intanto negli Usa diminuiscono gli aborti

Di Respinti Marco
17 Marzo 2005

Non è certo la legge che fa l’uomo virtuoso, ma le leggi di uno Stato (poche, chiare e semplici da rispettare) sono gl’indicatori di una direzione, di un cammino verso una meta: la direzione che una società umana organizzata politicamente e istituzionalmente segue. E il modello che propone a tutti di seguire. Svolgono cioè la funzione di paletti segnaletici, quelli che dicono che oltre c’è solo il burrrone. Non leggi che pretendono di eliminare completamente il male dall’orizzonte del reale umano (giacché peraltro utopistico), ma leggi che non hanno paura di dire “questo è bene e questo è male”. E che lo dicono perché lo riconoscono oggettivamente, non perché pretendano di determinarlo da sé.
L’aborto, per esempio, è un caso tipico. L’idea che solo i cambiamenti culturali possano produrne la riduzione non è vera in assoluto. Certo, sono fondamentali, ma una buona legge può dare una mano. Lo dice, anzi lo dimostra uno studio, Analyzing the effect of State Legislation on the Incidence of Abortion During the 1990s, realizzato l’anno scorso dallo scienziato della politica Michael J. New per il Center for Data Analysis della prestigiosa e autorevole The Heritage Foundation di Washington. Oggi lo rilancia The Family in America, la newsletter di The Howard Center for Family, Religion & Society diretto da Allan C. Carlson a Rockford, nell’Illinois.
Incrociando dati dei Centers for Disease Control e dell’Allan Guttmacher Institute per il periodo 1985-2000 relativi a quattro stati dell’Unione nordamericana dove la legislazione pro-life è forte, New ha rilevato una riduzione del 29,66 per cento del numero di aborti per 1000 bambini nati e quella del 2,62 per cento del tasso di aborto per 1000 madri gravide. L’informazione su ciò che l’aborto comporta, prevista dalla legge in altri 20 Stati, dà poi diminuzioni rispettivamente dell’11,6 e dello 0,92 per cento. E nella riduzione è compreso anche il partial-birth abortion (da molti considerato più infanticidio che aborto) divenuto possibile in 12 Stati americani fra 1997 e 1998, nell’era Clinton.
Marco Respinti

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