E ora Fioroni inventa pure l’autogestione ministeriale
Andrea Rivera, il menestrello del Primo maggio che «a Welby la Chiesa non ha fatto il funerale, a Pinochet sì», ha sostenuto che «le battute erano concordate con gli autori». Colpisce che oggi dietro ogni frase o gesto pubblico (sovente anche privato) ci sia un autore diverso da colui che quella frase o gesto pronuncia e compie. Un’eminenza grigia, un burattinaio, un anticristo del Signorelli che ti si piazza all’orecchio e suggerisce, detta, sobilla, inietta. Il che spiega perché il pelosissimo Rivera asserisca di aver «toccato argomenti oggettivamente profondi», come la Sla e i desaparecidos cileni, ma non emetta un fiato sul modo di toccarli: il perché e per come si fanno le cose è appalto della regia, di questi autori senza nome, senza volto e, tu guarda che caso, senza idee. Se un giorno Tempi dedicasse un paio di pagine filosofiche, pesanti e indigeste alla nozione moderna di autore, giuro che almeno io le leggo.
Mattia Spanò Milano
“Autore” mi pare un concetto un poco impegnativo per l’indirizzo messo in tasca a uno che suona ai citofoni e scrive le parolacce sugli ascensori.
Sabato shopping con la famiglia. Così si entra in negozi che pur non occupandosi di editoria non rinunciano a vendere i libri del momento. Tutti tranne il libro più venduto. Un macroscopico errore di marketing quello di Mediaworld e Blockbuster, tanto per citarne due? No, se il libro in questione è il Gesù di Nazaret di Benedetto XVI. Così nella top-ten resiste Inchiesta su Gesù di Augias e Pesce, il trattato sul cretinismo di Odifreddi, Moccia, perfino Ligabue, ma l’ultima opera del Papa che non merita asilo presso chi – il sospetto è lecito – più che per business, i libri li vende per contribuire a progetti laicisti di de-culturalizzazione e secolarizzazione.
Paolo Danesi via internet
Hanno una fifa blu e sono un po’ cretini. Il cliente ha sempre ragione.
A bocce ferme è interessante riascoltare le parole del guitto sul palco del rito del Primo maggio, ex festa dei lavoratori, e riflettere su questo: in effetti la Chiesa non ha tenuto i funerali di Welby. ma, ancor peggio, lo Stato non ha messo in galera chi fino a prova contraria lo ha ammazzato.
Matteo Della Noce Roma
A bocce ferme è difficile riflettere sui garzoni.
Complimenti a Marina Corradi per il Premio Saint Vincent! E complimenti soprattutto per la sua rubrica, che è una delle cose di Tempi che apprezzo di più per la testimonianza che uno sguardo (come il suo) appassionato alla realtà – perché illuminato dalla saggezza che solo una fede profonda può dare – può trasfigurare e rendere poesia anche le banalità più prosaiche del quotidiano. Avevo sempre sperato che un giorno potesse essere pubblicata una raccolta degli articoli della sua rivista. Il premio potrebbe essere l’occasione giusta, magari pensandolo anche come regalo per gli abbonati.
Rosanna Marotta via internet
Marina, le proporremo un blog, un fans club e pure una bella collezione di conchiglie. Tipo “occhi di santa Lucia”.
Il ministro Giuseppe Fioroni ha deciso di combattere l’offensiva mediatica scatenata in questi mesi contro la scuola ritagliando nell’arco dell’anno scolastico una settimana dedicata alla presentazione della ricca quotidianità della vita scolastica. Tale settimana sarà quella che va dal 19 al 25 maggio, l’iniziativa sarà chiamata “La scuola siamo noi” e avrà come scopo quello di far emergere la positività presente oggi dentro la scuola. L’intenzione è lodevole, a parte la scelta della data del tutto fuori luogo, ma perché sia efficace non dovrà essere l’istituzione scuola a raccontarsi, bensì quegli studenti e insegnanti che ogni giorno, dentro le aule scolastiche, mettono in gioco la loro umanità rendendo appassionante ogni ora di lezione, di studio, di convivenza. Sarebbe triste che questa settimana diventi uno spazio pubblicitario per l’istituzione-scuola, per i suoi progetti, per la qualità della sua organizzazione, e questo per il semplice fatto che alla domanda di senso che ogni giorno emerge tra i banchi e le cattedre non è la scuola a rispondere, ma le persone che vi si impegnano quotidianamente. La settimana proposta dal ministro Fioroni avrà quindi valore solo se lasciata alla libertà di chi vuole raccontare la sua esperienza umana.
Gianni Mereghetti Abbiategrasso
Non bastavano le autogestioni degli studenti. No, ci volevano pure quelle ministeriali. Ma chi è questo Beppe Fioroni, Babbo Natale?
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