E ora si teme il “partito islamico”

Di Tempi
29 Marzo 2007

L’introduzione del vincolo di mandato per i consiglieri comunali: potrebbe essere questa una delle sensazionali conseguenze dei risultati delle elezioni comunali dell’ottobre scorso in Belgio. Per adesso è soltanto un argomento per discorsi al bar, ma questi discorsi stanno correndo in tutti i principali partiti, compreso quello del presidente della regione di Bruxelles capitale, il socialista Charles Picqué. Il problema nasce dal fatto che le recenti leggi sull’acquisizione della nazionalità belga e sulla concessione del voto amministrativo agli stranieri hanno prodotto un boom di eletti di origine straniera, in particolare marocchini e turchi, nelle liste dei principali partiti. L’eventualità che essi si colleghino fra loro e diano vita a maggioranze trasversali e alternative su base etnica e/o religiosa è tutt’altro che remota, anche in forza del fatto che spesso la lealtà ideologica degli eletti stranieri alla lista con cui si sono presentati è tutta da dimostrare, come spiegato da questo giornale la settimana scorsa.
La legge sul voto degli stranieri alle amministrative ha stabilito che hanno diritto all’elettorato attivo (non a quello passivo) tutti coloro che risiedono in Belgio da almeno 5 anni, la riforma dell’articolo 19 del codice di nazionalità ha stabilito che bastano tre anni di residenza (due nel caso dei rifugiati) per essere naturalizzati belgi. Gli effetti, nei comuni della grande Bruxelles, sono palpabili. A Schaerbeek, dove i votanti sono passati da 41 mila a 51 mila, dei 22 eletti della lista civica di centro 9 sono stranieri, e anche dei 13 eletti della lista socialista 9 sono stranieri (6 marocchini e 3 turchi). A Bruxelles centro, dove i votanti sono passati da 54 mila a 64 mila, 11 eletti su 17 della lista socialista sono musulmani (turchi e marocchini), e così pure 3 su 10 di quella democristiana (Cdh). A Moelenbeek, dove i votanti sono passati da 28 mila a 34 mila, 11 eletti su 19 della vincente lista socialista sono musulmani, ma ce ne sono altri 4 nella lista liberale seconda classificata. A Saint-Josse il caso più clamoroso: 10 eletti su 16 della vincente lista socialista e 3 su 5 della Cdh, seconda classificata, sono musulmani.

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