E ORA TIRARE LE SOMME POLITICHE

Di Tempi
16 Giugno 2005
GLI ITALIANI FAN BENE A NON LEGGERE I GIORNALI. PER FINI SUONA LA CAMPANA

Vi ricordate l’immagine del torrente della modernità, quello per cui, a detta del professor Emanuele Severino, non ci sarebbe letteralmente Cristo, ragione laica e buon senso popolare che tengano, davanti alla «potenza della tecnica» che tutto travolgerebbe? Vi ricordate il bombardamento a tappeto del fronte del sì al punto che non si capiva più a un certo punto se Capezzone fosse il direttore del Corriere della Sera e Pannella il nuovo segretario dei Ds, se il Prc fosse l’ufficio stampa delle multinazionale farmaceutiche e Indymedia l’house organ dei laboratori di Frankenstein? Sarà, ma intanto con tutta la loro potenza, con tutti i giornali schierati dalla loro parte, con tutta la loro arroganza ideologica e le principessine sul pisello del conformismo, con tutta la loro tracotanza borghese, con tutta la loro oscena ignoranza di gente satolla che si immagina il popolino pendere dalle loro labbra, con tutto ciò sono rimasti con il cerino e la copertina dell’Espresso in mano.
Guardatele le cento faccine impomatate sulla prima pagina del giornale debenedettiano, quello che disfece l’Italia e a cui l’Italia ha voltato le spalle, una élite, quella mescolata tra il cinquantenne sessantottino e la Prestigiacomina che di colpo viene respinta nel passato. Una élite di fighetti e fighette che il popolo sembra aver imparato a soppesare ben bene. Hanno ragione quei cattolici del sito Fattisentire.it a dire che «è ufficiale: una setta, piccola ma ricca e potente, condiziona la vita d’Italia». Ma la domanda non è come fare perché in futuro si ripeta la mobilitazione di popolo verificatasi per questo referendum, che ha permesso di smascherarla e sbugiardarla. La domanda è: vogliamo finalmente dare a questo popolo la leadership che si merita? Vogliamo cominciare a rimescolarli questi due poli e premere perché i Fini e le Prestigiacomo vadano per la loro strada con i Prodi e le Bindi, e i Rutelli vederli insieme ai Formigoni? Non sarebbe ora di dare anche all’Italia l’ebbrezza di una rivoluzione politica che viene dal basso?

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