E’ tutta una questione di import-export

Di Tempi
24 Maggio 2000
Grafico della settimana

Nello scorso numero suggerivamo ai lettori un parallelo fra la scarsa incidenza dell’Africa nera sul commercio mondiale e il suo basso tasso di crescita del prodotto interno lordo (pil) pro capite. Possiamo tentare di approfondire il discorso esaminando il rapporto che c’è fra il tasso di crescita dell’import-export delle varie aree geo-economiche mondiali e l’andamento del rispettivo pil. Dalla tabella che proponiamo in questa pagina si evince senza ombra di dubbio un punto: che i paesi in via di sviluppo che presentano i tassi di import-export più alti sono anche quelli che totalizzano i tassi di crescita dell’economia più alti, mentre quelli che scarseggiano su tale piano crescono anche poco o affatto. Col +15,2 per cento annuo di export, l’Asia orientale è la regione del terzo mondo che, insieme al record mondiale dell’incremento annuo del commercio estero, porta a casa anche il primato della maggiore crescita del pil, pari al 7,9 per cento annuale. Nell’Africa nera, invece, dove l’import-export segna un modesto +2,5 per cento all’anno, anche la crescita del pil è modesta: un + 2,3 che, se lo raffrontiamo col tasso di crescita della popolazione (+2,8 per cento), diventa negativo. E anche la crescita del pil del Medio Oriente e Nordafrica, dove pure l’incremento delle esportazioni è limitato, risulta quasi azzerata se la si somma con l’incremento annuo del numero degli abitanti (+ 2,8 per cento).

Fra i paesi già sviluppati e nelle economie in transizione dei paesi ex comunisti, invece, la crescita del commercio estero non significa automaticamente forte crescita del pil: pur crescendo oltre il 5-6 per cento annuo, l’export di Unione Europea e Usa è accompagnato da un tasso medio di crescita del pil che sta fra l’1,8 e il 2,5 per cento. Nell’Europa addirittura la crescita media degli anni Novanta è negativa (-2,9 per cento) nonostante le esportazioni abbiano continuato a crescere.

Le statistiche sull’import-export e la crescita del pil smentiscono un’altra leggenda: che per una solida crescita economica è indispensabile una bilancia del commercio con l’estero in attivo o almeno in pareggio. Stati Uniti, Asia meridionale e America latina dimostrano che questa concezione è infondata: ovunque in queste aree regionali le importazioni superano, in qualche caso anche abbondantemente, le importazioni, ma il tasso di crescita del pil è positivo. Qual è il segreto? Che le importazioni non sono costituite solo da beni di consumo, ma anche da materie prime e beni strumentali destinati alla produzione.

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