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È vano cercarlo tra i morti, il nostro amico Gigi è nella compagnia dei vivi

Di Emanuele Boffi
20 Novembre 2021
«Venite pure a trovarlo al cimitero», ha detto sua moglie al funerale, «ma se volete davvero vederlo, dovete andare a Caravaggio o alla Madonnina di Trinità d’Agultu»

Eravamo lì, che aspettavamo di vedere Gigi per l’ultima volta, a casa sua. Era la mattina del giorno dopo, della serata insieme a Fabio “il comunista”, amico carissimo, cui Gigi aveva cucinato le verdure cotte con tanto di elastico. Eravamo lì e poi è arrivato nel sacco arancione e così si cercava negli sguardi dei presenti qualcosa, un barlume di vita, un briciolo, un cenno, almeno. Poi l’attenzione è caduta su due quadri di casa Amicone. Un Taz&bao incorniciato con un faccione spettacolare di John Wayne e una frase tratta dal film western Chisum: «Prima o poi l’uomo instaura la legge. Prima o poi l’uomo scopre che Dio è arrivato prima di lui». Gigi, cattolico  cowboy, amava molto quella citazione, perché diceva l’essenziale contro la boria giustizialista che ammorba l’Italia.
Di fronte, sulla parete opposta, un quadretto con immagini di famiglia di tutto l’“ottovolante”, come lo chiamava lui, al mare, in spiaggia, sorridente, in mezzo al giallo della Sardegna. Quanta vita, e quan...

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