Economia della conoscenza? No, grazie

Di Tempi
27 Novembre 2003
Per quel che riguarda la presenza di scienziati e ricercatori nel nostro Paese

Per quel che riguarda la presenza di scienziati e ricercatori nel nostro Paese e il loro inserimento nelle attività economiche, i dati sono decisamente allarmanti. Fra i paesi industrializzati l’Italia è quello che ha meno ricercatori/scienziati ogni 1.000 lavoratori: appena 2,78 contro una media Ue di 5,36 (8,66 negli Usa, 6,20 in Francia, 6,45 in Germania). Anche Grecia, Portogallo e Spagna hanno più ricercatori di noi in proporzione al totale della manodopera. Siamo l’unico paese che ha visto diminuire la parte dei ricercatori sulla manodopera totale: meno 12% fra il 1991 e il 1999, mentre la Ue ha avuto un aumento del 19%. L’Italia ha tutta l’aria di un paese la cui economia fa il più possibile a meno della Ricerca e in generale della scienza. è al terz’ultimo posto della classifica Ue per quanto riguarda l’impiego di laureati scientifici e ingegneri: appena 25 ogni 1.000 unità di forza lavoro (solo Austria e Portogallo ne hanno meno, in Francia sono 40, in Germania 49 e nel Regno Unito 70). Ed è anche uno dei paesi in cui le imprese contribuiscono meno alla spesa per R&D: solo il 55 per cento di investimento in R&D è di fonte privata (il 78% negli Usa).

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