Ed ecco finalmente un bel dilemma per l’estate: in che parte del corpo si baciavano Roberto e Michele?
´ «L’ex presidente della Repubblica Scalfaro che allora guidava il comitato che voleva “Salvare la Costituzione”. E oggi presiede il comitato elettorale di Veltroni», dice Andrea Fabozzi sul Manifesto (26 luglio).
Bisogna proprio scrivere su un “quotidiano” che si considera ancora “comunista” per poter credere alla coerenza e onestà intellettuale di Scalfaro.
´ «Il jihadismo è una malattia dell’islam e solo l’islam può riu-scire a curarlo», dice Michele Serra sulla Repubblica (24 luglio).
Adesso, dopo le spiegazioni di Serra, se salteremo in aria per qualche attentato jihadista, saremo comunque molto più sereni: non è colpa nostra. È tutta roba interna all’islam.
´ «Da più di due anni i mass media di-squisiscono con asserita competenza su argomenti estremamente delicati e complessi», dice Nicola Latorre sul Corriere della Sera (27 luglio).
A proposito, dove è finita l’asserita competenza dei dalemiani nel gestire le crisi politiche?
´ «Se l’Italia partecipa alle missioni internazionali solo per esserci, per acquisire un po’ di prestigio, ma senza capire sin dall’inizio quali sono i pericoli, le responsabilità da assumersi e il modo in cui stiamo in un’alleanza, rischiamo di fare un danno agli interessi del nostro paese», dice Mario Arpino alla Repubblica (27 luglio).
Contro D’Alema mi sembrano più convincenti i generali dei pm.
´ «Hanno fatto la stessa cosa due anni fa alle primarie sostenendo compatti Prodi. E nessuno allora parlò di orridi apparati», dice Dario Franceschini alla Repubblica (27 luglio).
Franceschini dovrebbe riflettere un momento sul noto motto latino “errare humanum est, sed perseverare diabolicum”.
´ «Lei sa bene come me che i giornali italiani fanno ben più che informare o commentare i fatti», dice Piero Fassino su Repubblica (27 luglio).
Nell’occasione Ezio Mauro non commenta un “fatto” come Fassino, lo lascia scrivere a pagina 20, in basso, dove di solito si mette la pubblicità del callifugo Ciccarelli. Senza commento.
´ «È gravemente scorretto e rozzamente superficiale dare giudizi complessivi sul Sessantotto», dice Enzo Mazzi su Liberazione (27 luglio).
Benedetto XVI è più scorretto o più rozzamente superficiale?
´ «Gli esponenti ds sono portatori di una cultura politica e di una morale che ha sempre messo al primo posto la difesa della legalità e il rispetto per l’operato della magistratura», dice Antonio Padellaro sull’Unità (28 luglio).
Quando Padellaro andava ancora dai gesuiti e anche per un bel po’ dopo, mentre l’attuale direttore dell’Unità era al Corriere, la cultura politica e la morale oggi evocata parlavano molto spesso di “giustizia borghese”: concetto che forse non corrisponde appieno con l’assoluto e inappellabile rispetto della magistratura. Della legalità di farsi foraggiare a suon di rubli parleremo un’altra volta.
´ «Nessuno propugna più la rivoluzione contro le riforme o sbaglio?», dice Giorgio Ruffolo all’Unità (28 luglio).
Povero Ruffolo, perché non lo tengono più informato?
´ «Non era un semplice bacio sulla bocca», dicono i carabinieri che hanno sorpreso Roberto e Michele all’Unità (28 luglio).
Finalmente l’estate si trova di fronte a un dilemma interessante: in che parti del corpo si baciavano Roberto e Michele?
´ «Stante il fatto incontestabile che un bacio in pubblico non deve essere considerato diversamente se a scambiarselo sono Audrey Hep-burn e Gregory Peck oppure Gregory Peck e Gregory Peck», dice Michele Serra sulla Repubblica (28 luglio).
Ma se Gregory s’ingroppa in pubblico Gregory le conseguenze saranno le stesse che se Gregory lo facesse con Audrey?
´ «I sostenitori di Walter stanno affermando cose molte diverse», dice Rosy Bindi sulla Repubblica (28 luglio).
La Bindi dovrà abituarsi. D’altra parte il programma di Walter è concepito così: è vero questo ma è vero anche il suo contrario (tipo: sostengo il referendum ma non firmo).
´ «Il giorno in cui un politico specificamente di centrosinistra saprà sfidare il proprio elettorato, garantendo e difendendo l’avversario di fronte ai giudici, dopo aver beneficiato di questa situazione per 15 anni, sarà il giorno dei grossi titoli sui giornali», dice Paolo Mieli al Corriere della Sera (28 luglio).
Già si immagina il grosso titolo che farà il Corriere di Mieli: i Ds inciuciano con Forza Italia.
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