Elezioni usa, il sipario strappato

Di Lorenzo Albacete
09 Settembre 2004
Prima di aprire a Broadway, i nuovi musical sono presentati in teatri di altre città per vedere le reazioni del pubblico e dei critici

Prima di aprire a Broadway, i nuovi musical sono presentati in teatri di altre città per vedere le reazioni del pubblico e dei critici e, nel caso, fare tutti i cambiamenti necessari per garantirsi una buona accoglienza a New York. Boston è uno dei luoghi preferiti per queste esibizioni di prova.
è proprio quello che è accaduto quest’anno per uno spettacolo intitolato “Convention”. Lo show ha aperto a Boston lo scorso luglio, con il sottotitolo “I Democratici”. La risposta del pubblico non è stata certo calorosa. La recitazione del protagonista, John Kerry, è stata considerata poco convincente. Il fascino del coprotagonista, John Edwards, non è stato a quanto pare abbastanza forte da suscitare interesse negli spettatori. I produttori (chiamati “politici”), istruiti da questa esperienza, hanno perciò cambiato il cast e hanno scritto alcuni nuovi numeri: annunciato da un diverso sottotitolo, “I Repubblicani”, lo show è stato inaugurato a New York la settimana scorsa. Sembrava un grande successo, ma, poco dopo, altri spettacoli – lo sbancabotteghini “Uragano Frances” e il dramma “Il cuore di Clinton” – hanno catturato e monopolizzato l’attenzione del pubblico.
Senza dubbio, nel giro di un paio di settimane i politici cambieranno ancora una volta il sottotitolo, passando a “I Dibattiti”, per riconquistare il primo posto.
Lo spettacolo di quest’anno ruotava attorno a tre temi principali: morte, denaro e sesso. La produzione di Boston ha cercato di porre l’accento sul denaro, rassicurando il pubblico sul fatto che la minaccia di morte può essere allontanata per mezzo di medicine sempre meno pericolose e prive di effetti collaterali. Al contrario, suggeriva lo spettacolo, il pubblico avrebbe dovuto essere molto più preoccupato per il declino della salute economica. La produzione di New York è stata quasi totalmente incentrata sul tema della minaccia di morte. Anzi, gli altri due temi sono stati menzionati esclusivamente nel numero finale del protagonista George W. Bush e, anche in quel caso, soltanto marginalmente. Il tema del sesso non è mai salito alla ribalta, ma gli osservatori più attenti sostengono che ha ora un’importanza assolutamente cruciale. è proprio questo che distingue le due diverse produzioni dello spettacolo. La vera ragione dell’odio nei confronti di George W. Bush è la sua posizione sulle questioni “culturali” (leggi “sessuali”). E “liberazione sessuale” è la colla che tiene insieme lo spettacolo dei democratici.
Ora la reazione del pubblico sarà osservata con grande attenzione prima dell’apertura della nuova versione, quella intitolata “I Dibattiti”. Invece di essere una produzione teatrale trasmessa in televisione, questa volta si tratterà di uno show televisivo programmato da tutti i network nell’ora di massimo ascolto. Abbiamo visto come è andato “Convention” a Boston e New York. Ora vedremo come andrà “I Dibattiti” in tutto il resto dell’America. Fra meno di due mesi, il popolo americano avrà la possibilità di scrivere la recensione finale. è questo che è diventata oggi la politica in America: un enorme, costosissimo spettacolo, nel quale la realtà viene manipolata per ottenere la desiderata reazione del pubblico. Non c’è da stupirsi che molte persone decidano semplicemente di starsene a casa.

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