Elogio di mons. Negri
Elogio di s. e. monsignor luigi Negri, principe della Chiesa, vescovo della diocesi di San Marino-Montefeltro. Si discute se don Negri abbia mandato più gente all’Inferno o in Paradiso. I primi ne conoscono lo spirito aguzzo e il carattere schietto, restio a prenderla larga. I secondi i consigli benevoli e l’acutezza d’ingegno. Tutti ne riconoscono lo spirito battagliero e l’indefessa fedeltà a Sua Santità, merce rara di questi tempi in cui i preti di Micromega firmano appelli per elargire l’8 per mille alla Chiesa valdese. Don Negri espone sempre il petto, tiene sempre la lancia in resta, mena fendenti a destra e a manca con pastorale tenacia. è fra i pochi a non nascondere la lanterna sotto il moggio, convinto che la fede sia fascino e non rinuncia. Adesso s’è messo in testa di organizzare dei seminari sulla dottrina sociale della Chiesa, in tempi in cui a catechismo ci van solo i figli delle badanti filippine. Parleranno monsignor Giampaolo Crepaldi, Luigi Alici (Azione Cattolica), Stefano Zamagni, don Roberto Colombo e c’è da star certi che Negri non le manderà a dire nemmeno stavolta. Storico rigoroso col gusto dell’ironia pungente, sarebbe capace di rinunciare a una macedonia di frutta (sua grande passione), ma non alla battuta che incenerisce.
è sempre circondato da graziose figliole che ne amano la rigorosa virilità intellettuale in tempi di pensatori molto liberi e molto eunuchi. Il che, detto di un noto misogino, è il più bell’elogio che si possa fare.
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