Epifani: «La Cgil non può scioperare contro il Parlamento». Ecco una regola che ci era sfuggita
´ «La moda mi ha dato grandi possibilità di condurre una ricerca estetica ma non tutto mi coinvolge. Anche perché ho sempre sentito una certa difficoltà di appartenenza a qualsiasi ambiente», dice Simonetta Gianfelici a Io donna (3 marzo).
Il nostro insensato bisogno di ordine ci fa preferire le modelle che dicono: mi piacciono le auto veloci, far tardi in discoteca, i gioielli di Tiffany. E non cercano di parlare come Giovanna Melandri.
´ «Quando si lavora alla Camera non sempre i risultati si vedono», dice Rosa Russo Jervolino a Io donna (3 marzo).
Visti i risultati ottenuti a Napoli, il vederli è veramente un vantaggio?
´ «Gli americani a Jalalabad fanno rappresaglia come i nazisti», dice Marco Rizzo a Repubblica (5 marzo).
E i partigiani sarebbero quelli che fanno stragi di ragazzini che giocano al pallone?
´ «I modelli sono il Santo Graal dei poveri di spirito», dice Giuliano Amato al Corriere della Sera (5 marzo).
Uno dice poveri di spirito e tutti pensano a Pierferdinando Casini.
´ «Viviamo in un tempo pesante che ci lascia uno sguardo smarrito di fronte a una certa contemporaneità», dice Walter Veltroni sull’Unità (2 marzo).
Cazzo se deve essere pesante il tempo se lascia addirittura lo sguardo smarrito. Non osiamo pensare a come sarà il fiato.
´ «Qui siamo dovuti intervenire per un atto di tradimento alla linea di partito», dice Guido Cappelloni a Repubblica (2 marzo).
La gestione da parte di Cappelloni del processo rifondarolo al trotzkista Turigliatto è come la famosa partecipazione di Buster Keaton a un film di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia.
´ «Sono i poteri forti che esplicitamente chiedono questo», dice Oliviero Diliberto all’Unità riferendo la volontà di Confindustria di escludere i comunisti dalla maggioranza (5 marzo).
Uno che dandisticamente crede al comunismo, può dandisticamente affermare che: 1) Luca Cordero Montezemolo sia forte; 2) che chieda qualcosa di politicamente preciso oltre allo shampoo contro le doppie punte.
´ «Sul caposaldo della società non si gioca al ribasso», dice padre Enzo Fortunato alla Stampa (5 marzo).
Provaci tu ad affidare un “caposaldo” a Barbara Pollastrini e a evitare il ribasso.
´ «Non esiste nessun principio – compatibile con la civiltà umana, col cristianesimo e col nostro patrimonio culutrale – che stabilisca l’esistenza di una categoria di persone (quelle che amano individui del proprio stesso sesso) meritevoli di godere di meno diritti rispetto ai loro simili», dice Piero Sansonetti su Liberazione (9 marzo).
Eppure non è difficile da capire. Proviamo a spiegarla così: noi, categoria di persone con il pisellino, non possiamo godere il diritto alle gioie della maternità.
´ «Può poi succedere che certi giornalisti pretendano di usare l’organo nel quale scrivono per influire sui grandi eventi del nostro tempo», dice Piero Ottone su Venerdì (2 marzo).
Ma no? Succedono cose di questo tipo? Ma chi lo avrebbe mai detto.
´ «È il Partito socialista europeo che ha voluto mettere come priorità gli asili nido», dice Anna Serafini al Corriere della Sera (3 marzo).
Forse il Partito democratico potrebbe aderire a un asilo nido (europeo).
´ «Il sogno è il guardiano del sonno», dice André Glucksmann sul Corriere della Sera (4 marzo).
È la più perfetta definizione che abbiamo mai sentito del governo Prodi-Veltroni del 1996.
´ «Che ne sarà di noi pervicacemente onesti per superbia, snobismo, orgoglio, pigrizia, stupidità?», dice Giorgio Bocca su Venerdì (9 marzo).
Vanno bene la superbia, lo snobismo, l’orgoglio, la pigrizia e la stupidità, ma un goccetto di alcol non ce lo aggiungiamo?
´ «Noi non potremmo mai scioperare contro il Parlamento», dice Guglielmo Epifani a Repubblica (7 marzo).
Ecco una regola che ci era sfuggita.
´ «Ringrazio il cardinale Ruini per il servizio che ha reso in questi anni alla nostra Chiesa, che è ben più importante della sofferenza e della gioia che reciprocamente possiamo esserci procurati», dice Rosy Bindi a Europa (8 marzo).
In quel “reciprocamente”, un chiaro accenno a montatura di testa.
´ «Noi vogliamo un governo di legislatura», dice Piero Fassino al Corriere della Sera (8 marzo).
Poveretto.
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