Essere sicuri di ciò che si compra

Di Ranieri Lorenzo
06 Dicembre 2007

Siamo ciò che mangiamo: è aumentata questa consapevolezza in noi consumatori che ci aggiriamo nelle corsie dei supermercati, di fronte a centinaia di articoli che aspettano di essere scelti. Li prendiamo in mano, controlliamo la data di scadenza, gli ingredienti e, a volte, una frase ci colpisce, riflettiamo su quel “riduce il tasso di colesterolo” o ci rassicura quel “rafforza le difese naturali” ed ecco, scatta qualcosa, il prodotto è nel carrello, abbiamo speso i nostri soldi in salute, perché è di salute che quel messaggio ci parlava. Questo tipo di indicazioni è aumentato in modo esponenziale tanto da rendere necessaria l’adozione di un Regolamento comunitario che le disciplini, detto “claims” (richiami). Da luglio su tutto il territorio europeo vige la nuova normativa: obiettivo principale fornire informazioni complete, omogenee e dimostrabili con prove scientifiche. Solo i “richiami” approvati dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare potranno essere riportati in etichetta: proibito il resto. Se presenti, le indicazioni sulla salute dovranno anche informare su quanto alimento sia necessario e come vada consumato per poter beneficiare delle sue proprietà; dovrà anche essere presente una frase che incoraggi una dieta varia e bilanciata e un sano stile di vita, per far comprendere come tutti questi fattori combinati tra loro, e non solo l’alimento, consentano di curarci mangiando.

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.