Et voilà, l’islam!
Dominique de Villepin è quel che si dice un esprit de finesse. Il ministro degli interni francese, il diplomatico-poeta-storico, l’uomo che all’Onu recitava la parte della Ragione contro l’arroganza poco colta degli americani, parvenu della storia, l’anti-Bush ma anche l’autore di un voluminoso libro su Napoleone che è un inno alla pura potenza politica, non perde occasione per insegnare come vive una nazione illuminata. L’ultima trovata è questa: un “comitato di esperti” per formare imam in Francia. Ti dici: l’ultima cosa di cui c’è bisogno. Invece, de Villepin vede lontano, oltre l’Islam delle spade e delle teste mozzate, un islam finalmente occidentalizzato, moderno, laico magari. Entro settembre presentaranno il programma di lavoro, che comprenderà corsi di aggiornamento e tirocini per imam. Ma il progetto più ambizioso è un altro: creare una facoltà di teologia musulmana a Parigi, un istituto che godrebbe anche delle sovvenzioni statali, come l’istituto cattolico della capitale. Per de Villepin, un modo per governare il radicalsimo islamico ed educare nuove generazioni di musulmani alla libertè, egalitè e fraternitè. Per altri, l’ennesima caduta nel grottesco, generata dall’incurabile insonnia della Ragione francese.
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