EUROCONFLITTI

Di Bracalini Paolo
02 Settembre 2004
Poi dice il conflitto di interessi.

Poi dice il conflitto di interessi. Prendi Wim Duisenberg, per esempio, l’ex presidente della Banca Centrale Europea, il capitano del Titanic “Eurolandia”. Appena dimesso dall’incarico, invece di rispettare il canonico periodo di cooling-off, come lo chiamano nell’ambiente dei banchieri, di “raffreddamento”, si è subito accaparrato tre poltrone d’oro. Senior advisor di Giesecke & Devrient, banca tedesca e colosso europeo del credito, poi consulente super lusso di un’altra banca con ramificazioni in tutta Europa, l’olandese Rabobank, e come se non bastasse, il 24 giugno, è entrato nel board di Klm/Air France. Un po’ troppo per l’ex governatore super partes. Se ne sono accorti anche Pervenche Beres, eurodeputata e nuova presidente della Commissione parlamentare per le Politiche economiche: «Avremo un primo colloquio con Jean-Claude Trichet (il nuovo presidente della Bce) il 21 settembre, e in quella occasione il conflitto di interessi di Duisenberg sarà sicuramente uno degli argomenti sul tavolo». E anche molti nel consiglio d’amministrazione della Bce hanno storto il naso per la condotta di Duisenberg, che contrasta con quella dell’ex vicepresidente Christian Noyer, che ha avuto il buon gusto di aspettare un anno per diventare presidente della Banca di Francia.

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.