EUROMASSAIE
«All’euro – dice il settimanale tedesco Stern – dovrebbe essere conferito l’ Oscar come migliore attore per avere recitato, mentendo clamorosamente, la parte di chi non ha portato con sè alcun rincaro. In realtà gli aumenti ci sono stati eccome, e in alcuni casi hanno superato il 100%». E infatti lo hanno ribattezzato “teuro” (teur, in tedesco vuol dire “costoso, caro”). La casalinga di Friburgo, che dal parrucchiere prima spendeva 17 marchi, oggi deve sborsare 16.50 euro (90% in più), se il pupo vuole la Nutella deve spendere quasi il doppio di due anni fa (+88%), la scatola di legumi se la porta a casa aggiungendo il 46% e alla birra il 30%. E anche la massaia spagnola arranca, come dice l’inchiesta di “Msn Money”: «In Spagna i prezzi sono aumentati del 66 per cento. Quello che prima costava cento pesetas ora costa un euro». Cambi paese ma la canzone è la stessa: «Un euro è stato equiparato ad un pound», dicono in Irlanda. E in Francia? Per gli economisti l’aumento indiscriminato dei prezzi è uno dei motivi del crollo di Jospin. Il prezzo delle sigarette si è gonfiato del 40%, 28% i surgelati, 27% i cosmetici. L’aumento medio è del 20%, ma nel settore dei servizi il rialzo punta al raddoppio. Ma la massaia di Lione se ne era già accorta.
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