Europa, non abbandonare la croce
Era il 1975 (anno dell’eskimo, e non solo in redazione) quando al liceo il mio professore di filosofia mise nel cassetto il “vecchio” Mathieu, concordemente ritenuto il migliore in circolazione, per un nuovo manuale di sinistra. Quando poi rividi la firma di Vittorio Mathieu sul Giornale di Montanelli constatai con stupore che il vero filosofo non è un luminare arroccato sul suo sapere, ma un uomo che si lascia sfidare dalle domande della vita.
Lei ha detto di temere l’entusiasmo corale che si registra ad ogni pronunciamento di Giovanni Paolo II sui valori cristiani. Perché?
Temo a volte che i valori predicati dal Pontefice e accolti con tanta acclamazione siano interpretati, non solo fuori ma anche dentro la Chiesa, come valori mondani, sia pure di solidarietà sociale e di bene comune. Sulla carità, per lo meno a parole, sono tutti d’accordo. Ma il punto è che la carità cristiana scaturisce dalla trascendenza.
In un Occidente dominato dal senso di colpa per le proprie ricchezze lei ha detto che il denaro ha un valore eticamente positivo.
Perché mette d’accordo le persone per convenienza, anziché per assoggettamento. In epoca medievale e ancor prima romana, prevalendo sulla circolazione della moneta lo scambio in natura, prevalevano anche i rapporti di servitù. Ma essendo il denaro un mezzo, può essere veicolo di bene o di male. L’ossessione del guadagno e la demonizzazione del denaro sono fenomeni paralleli, visto che in entrambi un mezzo si sostituisce a scopi e desideri.
«Non lasciate cadere dalla nuova Europa il simbolo della croce. Neppure se per voi non ha importanza». Da cattolico dice di ragionare da laico, come motiva questa sua frase?
Non vorrei che nella Costituzione europea si dimenticassero le nostre radici che non sono solo classiche, ma anche cristiane. Per giunta, di un cristianesimo che, a differenza di quello orientale, non si è sottomesso al potere politico anche se talvolta ha cercato di fare il contrario. Eppure, ha sviluppato un rapporto dialettico con il potere temporale in quanto “libera Chiesa in libero Stato”, un concetto tuttora alla base delle democrazie europee.
Ha anche detto che occorre «combattere il terrorismo con ogni mezzo».
Il solo mezzo per persuadere musulmani e non musulmani che il Corano vuole la diffusione dell’islam con mezzi non terroristici è colpire con la massima violenza coloro che cercano di diffonderlo con mezzi terroristici. E poi concludere, riuscita l’operazione: “Così è scritto: Allah è grande”. I musulmani si persuaderanno che Allah – che è grande in ogni caso – non vuole il terrorismo quando i terroristi saranno sterminati.
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