Europinioni 9

Di Tempi
08 Marzo 2000
Europinioni

Per poveri e stranieri meglio la scuola cattolica di quella statale, parola di Le Monde La scuola cattolica, a tutte le latitudini, è più pluralista e capace di integrare le diversità che non quella laica di Stato. Lo avete letto su Tempi del 13 gennaio, ma adesso a confermarlo è arrivato nientemeno che il laicissimo e autorevolissimo Le Monde, quotidiano-culto dell’euro-sinistra pensosa. Alla questione il quotidiano fondato da Hubert Beuve-Méry dedica addirittura l’editoriale: “La scuola pubblica ha perso ancora una battaglia? Il nuovo ruolo svolto dall’insegnamento privato obbliga a porsi la questione”, esordisce il commento del 24 febbraio. “Statisticamente la sua importanza non è cambiata da molti anni -15 per cento degli allievi del ciclo primario, 20 per cento di quelli delle superiori- ma oggi la metà delle famiglie affida a quel sistema almeno un figlio. E soprattutto gli istituti cattolici accolgono sempre di più i giovani delle classi sociali marginali. Essi offrono un sentimento di sicurezza, la disponibilità degli insegnanti, un’assidua attenzione alla persona che è scomparsa dai licei e dai collegi… che a Marsiglia il corpo discente di un collegio cattolico sia al 100 per cento di origine straniera, di cui il 90 per cento musulmani, rivela un fallimento della scuola repubblicana”.

“I veri laici sono i curati”
Le Monde è sconcertato perché la scuola cattolica avrebbe rubato il mestiere a quella laica: “Per molto tempo (la scuola statale – ndr) ha permesso ai ragazzi più brillanti di accedere alle funzioni più alte della società e dello Stato a prescindere dalla loro funzione sociale. E ha anche e soprattutto riempito una funzione essenziale nell’integrazione degli stranieri che, di tempo in tempo, sono venuti a cercare in Francia lavoro e libertà. Sono queste le due missioni che oggi essa non sembra più in grado di assumere… Il paradosso è che “la scuola dei curati”, che per tanto tempo è stata lo strumento di una borghesia che voleva conservare il controllo della formazione dei suoi eredi, è diventata oggi anche un rifugio per i più poveri…. Il privato si apre a una forma di laicità, accoglie ragazzi di tutte le origini… questa rafforzata concorrenza del suo antico avversario può e deve costringere l’insegnamento pubblico a riformarsi. Esso deve ritrovare la piena capacità di assumere il cuore della sua missione”.

Le Monde non arriva a comprendere, e quindi a riconoscere, che proprio perché parte da una proposta educativa che ha un volto preciso la scuola cattolica è più capace di integrare le differenze di quanto lo sia quella pubblica, che adotta l’unico criterio di tenere le differenze fuori dalla porta. Ma col tempo, chissà…

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