Euroscrocconi

Di Bracalini Paolo
17 Giugno 2004
Giusto per fare quattro conti in tasca agli euroonorevoli prossimi e venturi

Giusto per fare quattro conti in tasca agli euroonorevoli prossimi e venturi, e spiegarsi gli spintoni dei Santoro e Gruber e cantanti e presentatori per una poltrona a Strasburgo. Un europarlamentare italiano intasca circa 12mila euro al mese, cui vanno aggiunti benefit e rimborsi «per causa di mandato», come le spese di viaggio. E qui la confusione e lo sperpero regnano sovrani. Per ottenere i rimborsi, infatti, è richiesta semplicemente una stima di spesa e non una ricevuta, per cui la cresta è garantita. Ma poi, nell’Europa dell’uguaglianza e della fratellanza tra i popoli, l’uguaglianza delle tasche è tutta da ridere. L’ammontare degli stipendi dei parlamentari europei, pur essendo coperto dal budget comunitario, è infatti fissato dai singoli Stati, che lo adeguano a quello dei loro parlamentari nazionali. Il quadro generale è quindi molto variopinto. Per esempio, un europarlamentare polacco non guadagna neanche 600 euro al mese, venti volte meno di un collega italiano. «Si tratta di differenze enormi – dice il vicepresidente del Parlamento europeo, Ingo Friedrich – ed è necessario giungere ad una equiparazione delle retribuzioni». Ma per ora, guarda un po’, tutti i tentativi di livellare gli stipendi verso il basso sono andati male.

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