EUROSCROCCONI
Il presidente del Parlamento europeo Josep Borrell, cui sfuggono le finezze kantiane tra legge morale e legge civile, è debole in filosofia ma più preparato in aritmetica. Ci ha messo un attimo per capire che è meglio avere 2mila euro in più al mese, che averne meno. E perciò si è messo alla guida di una ciurma – il “bureau” dell’Assemblea di Strasburgo – per aumentare il budget di spese mensili a disposizione degli europarlamentari. Soldi che servono per pagare lo staff dei tanti collaboratori, dicono. Uscita poco felice, quella di Borrell, visto che gli eurodeputati non hanno mai brillato per parsimonia, e anzi la fama di spreconi se la sono guadagnata sul campo. Già si trattano bene, hanno una diaria di 262 euro per albergo e cena, 3.500 euro per spese d’ufficio e 3.500 euro all’anno per conferenze varie. A qualcuno per fortuna l’idea è parsa alquanto inopportuna. L’eurodeputato conservatore britannico Chris Heaton-Harris: «Finché le spese non sono perfettamente trasparenti e chiare, non mi sembra molto saggio aumentarle». Più diretto il danese Jens-Peter Bonde: «In troppi casi – dice – questi soldi in più non sono altro che un secondo stipendio nascosto per gli europarlamentari».
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!