Eurostrabismo
C’è una sgangherata relazione sui rischi per la libertà di stampa, scritta in tutta fretta e approvata in extremis dal Parlamento europeo nell’ultimo giorno prima dello scioglimento pre-elezioni di giugno, un documento che dovrebbe riguardare il pluralismo dei media nei 25 paesi Ue, ma che per 17 paragrafi si occupa solo di un nome e cognome: Silvio Berlusconi. Qualche sospetto è legittimo. E infatti basta leggere la breve storia della relazione per scoprire l’arcano. Tutto nasce da una proposta di risoluzione del 9 luglio 2003, “Sul rischio di gravi violazioni dei diritti fondamentali di libertà di espressione e di informazione in Italia”, diventata nel giro di pochi mesi e su invito del presidente Pat Cox, una relazione “oggettiva” sulla libertà d’informazione in Europa. Gli autori? Trentasette parlamentari europei in cui figurano tutti i ramoscelli dell’Ulivo e le frange più antiberlusconiane di Strasburgo: tipo (in ordine alfabetico) Fausto Bertinotti, Armando Cossutta, Lucio Manisco, Antonio Di Pietro, Gianni Vattimo, oltre al crucco e noto simpatizzante berlusconiano Martin Schulz. Sorprende, solo in questo caso, il tempismo dei parlamentari europei, molto meno svizzeri quando devono occuparsi dello scandalo Eurostat. Come mai?
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