Fa’ che si prendano molto sul serio

Di Berlicche
12 Luglio 2007

Mio caro Malacoda, è estate, la gente pensa alle frivolezze, ma noi dobbiamo continuare a darci da fare. Occupandoci anche di frivolezze, ovviamente. Di solito la gente crede che ciò che è frivolo contrasti con la serietà. Lasciamoglielo credere, ma tu sai bene che solo l’uomo serio sa usare l’aggettivo “frivolo”, solo la donna impegnata sa perdere tempo in pettegolezzi riconoscendoli come tali. Tu sai anche che l’uomo serio tende a non prendersi mai troppo sul serio. L’uomo intelligente crede alla consistenza della realtà più che alla solidità delle proprie idee. L’uomo impegnato ama la barzelletta e lo scherzo proprio in quanto barzelletta e scherzo. L’uomo che crede in se stesso è invece spesso stupido come le idee che gli passano per la mente. Vive davanti a un specchio e non ha più l’idea del mondo, gli sfuggono le proporzioni. È come tornato fanciullo, non nel senso della freschezza della curiosità e della domanda, piuttosto nel senso dell’inadeguatezza delle risposte. Quando un bambino sogna una brutta faccia viene preso dal terrore: quel mostro per lui in quel momento è il volto del mondo; al buio la madre inutilmente gli spiega che non c’è ragione di piangere, deve accendere la luce e fargli vedere la sua di faccia e improvvisamente il mostro trova il suo posto, la sua collocazione. È come sui muri delle cattedrali gotiche, immersi nel tutto anche i mostri fanno la loro parte, e guardandoli viene da ridere, se non da commiserarli.
Tutto questo discorso per dirti che bisogna continuare a tenere l’uomo moderno in questo stato di alterazione del senso delle proporzioni anche nelle frivolezze. Come? Facendo in modo che le viva con estrema gravitas. Che dica delle assolute sciocchezze, ma col tono di chi sta emettendo sentenze capitali. Cita e fai citare il detto: “È uno che dice quello che pensa” e, nel contempo, abbi cura che il tuo assistito non si vergogni mai dei suoi pensieri. Condisci poi il suo dire con parole che mettano sull’attenti l’ascoltatore: “ricerca scientifica” ad esempio. Con questa premessa può dire ciò che vuole. Ti faccio degli esempi tratti da una veloce rassegna stampa di questi primi giorni d’estate. «Se piove nel weekend è colpa dell’areosol», «studiati – ovviamente da un gruppo di scienziati – gli inquinanti prodotti durante la settimana. Alterano i cicli meteo delle città». Oppure: «Il riposo pomeridiano fa male ai bambini», altro gruppo di scienziati che butta all’aria millenni di meritato riposo dei genitori mentre finalmente la piccola peste dorme. Meglio ancora: «Via la cravatta in ufficio, si risparmia energia», il ricercatore giunto a tale conclusione decisiva per i destini dell’umanità evidentemente entrava nella stanza del manager in cravatta senza passare da quella della segretaria in canottiera: cosa toglierà la segretaria una volta abbassata l’aria condizionata? Senti questa: «L’alpinismo non fa per i gay» dice il filosofo Gianni Vattimo che però ha la decenza di non invocare altra prova se non quella del suo vissuto. Infine uno stupendo Al Gore, uno che organizza concerti per “salvare il mondo”, perfetto, ma forse il mondo vuole salvarsi proprio da Al Gore. Cura che non se ne accorga, ci potrebbe entrare in depressione. Continua così, e scopriti, che – dicono – fa caldo.
Tuo affezionatissimo zio Berlicche

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