Fanno propaganda col canone
Ci sarebbero tante cose interessanti da raccontare alla vigilia delle elezioni irachene del 15 dicembre: la deriva filo-iraniana del governo Al Jaafari; la fine del boicottaggio dei sunniti; le rinnovate speranze dello sciita laico Allawi; una campagna elettorale con 300 partiti in lizza e candidati che hanno finora subìto meno intimidazioni e attacchi che nel gennaio scorso. E poi la contraddittoria evoluzione della situazione: sempre più attacchi della guerriglia, la costante penuria di carburante ed elettricità, tassi di disoccupazione e di criminalità scoraggianti. Ma anche successi militari, un numero crescente di reparti del nuovo esercito in grado di combattere da soli e la crescente insofferenza della popolazione locale per terroristi e “resistenti”, come dimostra il boom delle “soffiate” alle forze di sicurezza: da 483 informazioni di intelligence con esiti operativi in marzo a 4.700 in settembre!
Ma di tutte questo sentirete poco parlare, e ancor meno approfondire, su reti pubbliche pagate coi nostri soldi come Rai3 e RaiNews24: lì a tenere banco sono le bombe al fosforo fatte passare per “armi di distruzione di massa”, lo “scandalo” delle prigioni segrete della Cia e i cattivi soldati italiani che a Nassiriya osavano sparare sui nemici che cercavano di ucciderli. Il tutto funzionale ad un unico obiettivo: rendere agevole a Romano Prodi, dopo un’eventuale vittoria della sinistra alle elezioni, il ritiro senza condizioni delle truppe italiane. Si tratta quindi di “ammorbidire” un’opinione pubblica ancora troppo permeata di rispetto per i martiri di Nassiriya e di orgoglio nazionale per la missione del contingente italiano, che potrebbe mostrare disagio per l’ennesimo storico voltafaccia italiano.
Per questo iracheni, americani e soldati italiani vengono trattati, letteralmente, come carne da macello mediatico. Coi soldi del canone che paghiamo tutti.
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