Far sparire il telemago

Di Bracalini Paolo
16 Novembre 2006

Taroccatori di professione, astrologi, imbonitori del lotto, ciarlatani travestiti da medium. Sono almeno settemila i maghi che appaiono regolarmente sul video e che promettono vincite milionarie, danno pareri sulla vita sentimentale, se mollare o no la moglie Cancro e mettersi con un Leone, ai tapini che chiamano i loro numeri sovrapprezzo. La telemagia è un bell’affare, e non solo per gli “operatori” dell’occulto ma anche per le tv, quelle locali ricavano il 60 per cento del loro fatturato dai programmi di magia.
Basta uno studio anche rudimentale, un fondale evocativo alle spalle del mago, delle brave centraliniste e una rete che metta in onda. Perché in Italia di professionisti del settore non c’è affatto penuria, e neppure di clienti: ogni giorno 27 mila persone si rivolgono a loro (dati Eurispes), via telecomando e telefono. Perciò un’associazione di tv locali ha fatto ricorso contro la delibera dell’Agcom, che vieta le televendite di maghi e numeri del lotto nelle ore diurne. La delibera era stata sospesa, in attesa del Consiglio di Stato. Ora però il Consiglio di Stato ha definitivamente revocato la sospensione della delibera dell’Autorità, quindi programmi di questo tipo non potranno più essere trasmessi se non dalle 24 alle 7 del mattino. Le associazioni dei consumatori festeggiano la vittoria, ma il fenomeno rimane, e c’è da temere qualche trucco dai maghetti per rimanere in tv anche di giorno. Ma il mago quanto guadagna? Per una diretta di 60 minuti si arriva a mille euro. Una nuova forma di pubblicità è diventato il teletext. Su quello delle televisioni locali occultisti e affini hanno aperto le loro inserzioni. Ed ecco una misura per il giro di quattrini intorno ai maestri delle carte in tv, dal momento che una pubblicità sul video costa parecchie migliaia di euro al mese.

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