«Farsi uccidere? Non se ne parla»
Susanna Campus vive a pochi passi dall’ospedale civile di Sassari. Dal suo letto, in un’ampia e luminosa stanza della casa in cui abita con la sorella e la madre Maria Letizia, coltiva con gli occhi una pianticella posta sul balcone. Ogni giorno, il dottore Giovanni Vidili passa a salutarla, perché Susanna è stata ed è una sua paziente. Fra loro si è instaurato un rapporto d’affettuosa amicizia che va al di là delle competenze professionali del primario di rianimazione. Questa giovane malata di Sla vive dal 4 gennaio 2005 in casa, costretta a rimanere stesa nel suo letto, tracheotomizzata e capace di comunicare solo attraverso la dettatura degli occhi. «Susanna – raccontano le due donne che l’assistono quotidianamente – a suo modo fa molto “chiasso”. La teniamo informata su tutto quel che accade, chiedendo anche un suo parere». Nel 1997 ha avuto i primi sintomi, ma, anche se oggi la malattia è molto progredita, «lei non ha mai smesso di lottare». Nell’ultimo periodo la testa e un piede hanno cominciato a muoversi maggiormente e Susanna «sogna di poter andare in carrozzella al gran premio di Monza. è una tifosa della Ferrari. Michael Schumacher è il suo idolo». Finché ha potuto lavorare era orafa e insegnante, ma il 2 ottobre 2004 s’è sentita mancare il respiro ed è stata ricoverata in ospedale. Ha accettato che un tubo le perforasse la gola. Qui di seguito riportiamo i pensieri che i suoi occhi allegri e spensierati hanno composto grazie a un alfabeto di plexiglas trasparente e l’aiuto della sorella.
Ha mai pensato di chiedere a qualcuno di farla morire?
Non se ne parla nemmeno. Bisogna avere più coraggio per vivere che non per farsi uccidere.
Vorrebbe dire qualcosa a Giovanni Nuvoli?
Vorrei dirgli che nonostante la malattia la vita bisogna godersela fino in fondo per apprezzare qualsiasi cosa.
Cosa pensa dei medici che l’hanno curata?
Tra loro c’è grande professionalità e affetto. Sono contenta che in mezzo a tanta malasanità esista un reparto che funziona così bene. è un gioiello.
La sua è un malattia terribile. Tuttavia, crede che le abbia insegnato qualcosa?
Prima non facevo caso a tutto quello che mi circondava. Ora apprezzo ogni cosa che mi succede.
Molti sostengono che una posizione come la sua valga solo se si è sostenuti dalla fede. Lei è credente?
Una cosa molto importante è la vicinanza della mia famiglia che gioca un ruolo fondamentale.
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