Fate con comodo.
Poi dicono che c’è disaffezione verso la politica. L’ultima Finanziaria del governo Berlusconi, quella varata nel 2005, introduceva in via sperimentale la possibilità di destinare il 5 per mille della dichiarazione dei redditi ad associazioni e Onlus, che il cittadino sceglieva in prima persona. Una novità (da qui il carattere sperimentale) che si volle mettere alla prova dei fatti per vedere come avrebbero risposto gli italiani. I quali, almeno in base ai dati ufficiosi, avrebbero premiato questa ipotesi con un tasso di devoluzione pari al 46 per cento. Tutto bene, quindi? Assolutamente no. Infatti a un anno dalla denuncia dei redditi “sperimentale”, ancora non si sa ufficialmente quanti soldi sono stati destinati, chi deve prenderli e quando eventualmente li prenderà. Insomma, paralisi totale. Al fine di fare un po’ di chiarezza il deputato di Forza Italia Maurizio Lupi ha presentato un’interpellanza urgente per sapere che fine abbiano fatto quei fondi e come si intenda destinarli. Nella sua risposta il sottosegretario dell’Economia, Alfiero Grandi, ha fatto capire che ci sono problemi burocratici e che sostanzialmente al ministero non sanno nulla al riguardo. Unica (quasi) certezza, il fatto che forse a settembre si scoprirà se le autocertificazioni inviate dalle associazioni potenzialmente beneficianti sono congrue, cioé rispondenti ai criteri stabiliti dal precedente governo. Di questo passo da qui a una decina d’anni i primi centesimi dovrebbero arrivare a destinazione: nel frattempo il governo si interroga sulla disaffezione verso la politica.
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