Fate il Buono (se potete)
Le iscrizioni scolastiche si sono chiuse il 25 gennaio. E un po’ per lo sfascio, un po’ per la (confusa) riforma che partirà il prossimo anno, il “partito-di-quelli-che-pensano-che-la-scuola-migliore-non-è-quella-sotto-casa” si è ingrossato. I criteri di scelta scolastica di questi pasdaran sono stati: 1 Interesse alla crescita globale del bambino-ragazzo. 2 Aiuto ad alzare lo sguardo da sé alla realtà, dalla classe al mondo. 3 Educazione al bello che (prima delle sperimentazioni, computer e “dinosauri”) è scoperta della tradizione (una maestra che in 5° elementare legge “La morte di Cecilia” tratta da I promessi sposi di Manzoni in una classe che pende dalle sue labbra, educa al bello). 4 Che i propri figli non odino la scuola quando ne usciranno. Che vuol dire ancora fiducia negli adulti e in quello che essi propongono. La buona notizia è che scuole del genere esistono. La cattiva è che sono (quasi) tutte private e quindi, in attesa del buono scuola, molti genitori si sono dovuti accontentare della “scuola sotto casa”.
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