FATTI, NON DAN BROWN
Ci sono alcuni episodi evangelici che risultano piuttosto oscuri. Perché ad esempio Maria «si stupisce» alle parole dell’angelo che le annuncia un figlio, se sta per sposarsi? O perché Gesù, incomprensibilmente, comanda ad alcuni miracolati di «non farne parola con nessuno»? Gli avversari del cristianesimo ne hanno preso spunto per contestare la credibilità dei racconti. I teologi della “scuola di Madrid” hanno preso invece la via opposta.
Si sono resi conto che le stranezze si spiegano se si suppone che il testo greco sia una traduzione poco accurata (erano fatte per scopi pratici, non con preoccupazioni filologiche!) di un originale aramaico. Si sono allora dedicati a tentare una ricostruzione dell’antico testo, che viene oggi proposto in un’edizione divulgativa, alla portata di ogni lettore. Hanno scoperto che in questo modo non solo si chiariscono i passi controversi, ma l’intero racconto non fa che acquisire maggior coerenza e adesione ai dati storici. In più, l’attestazione dell’esistenza di un originale aramaico conferma che le prime redazioni dei Vangeli risalgono agli anni immediatamente seguenti la morte di Gesù. Ennesima riprova che non di una dottrina religiosa si tratta, ma del resoconto di un fatto.
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