Fatto l’amore, fatta la guerra, facciamo la pace, o tutti giù per terra

Di Tempi
15 Maggio 2003
Anche noi, piccoli guerrieri, abbiamo qualche ideuzza di cosa sia pace, lavorare per il bene comune

Anche noi, piccoli guerrieri, abbiamo qualche ideuzza di cosa sia pace, lavorare per il bene comune, servire il popolo, ricominciare, in Italia e nell’ecumene.
Primo. Terza Repubblica. Cioè chiudere una volta per tutte con la farsa giustizialista e fare quello che volete (meglio del Lodo Maccanico è il ripristino dell’immunità e, meglio di tutte e due se solo l’opposizione, la Lega e An fossero così intelligenti e lungimiranti da ascoltare quegli applausi che loro stessi hanno rivolto al Papa in Parlamento: l’amnistia), ma chiudere la bocca all’ipocrita di turno che santoreggia, sbiagina e sbocassina: “Berlusconi dovrebbe solo rispondere alle domande dei magistrati: ha pagato tangenti, ha corrotto giudici, ha violato le leggi?”. E da De Benedetti a Fassino, Amato, Prodi, Cossutta, Borrelli, Cofferrati, D’Alema, Scalfari, Scalfaro, De Mita eccetera, a quali domande dovrebbero rispondere? Ah sì, a quelle suggerite da Bettino Craxi, nell’estate 1993, davanti a un Parlamento spogliato di ogni dignità e sovranità popolare, rivolto a un comitatino di salute pubblica che sa almeno per un attimo starsene zitto e arrossire, tipo: “Cari compagni marziani, visto che voi avete vissuto sulla luna, che altro abbiamo fatto noi terrestri?”. Niente palla al centro dopo dieci anni di falsa rivoluzione giudiziaria, tutta l’immunità solo alle Alte Cariche dello Stato e all’intera sinistra per le tangenti, gli appalti, le cooperative, i sindacati, lo spionaggio filosovietico, l’oro da Mosca, l’Iri, Telekom Serbia e gli altri grandi affari di Prima e Seconda Repubblica? Bene, allora nessuna pace, nessuna giustizia. Tutti capiscono bene perché è nel vecchio ordine delle cose che Berlusconi non si pieghi e abbia mosso guerra. E perché è nel nuovo ordine internazionale che la vinca. Avanti così, sarà solo Rutelli a rimanere col cerino dell’ipocrisia acceso?
Secondo. Sì all’America. Smettiamola di giocare al gioco delle figurine antiamericane e, soprattutto, smettiamola con questa nostalgia dell’andreottismo universale. C’è stata una guerra, recentemente, in Irak. E una guerra che promette di ridisegnare l’ordine (o il disordine) internazionale, di cui gli Stati Uniti si assumono apertamanete l’onere e la responsabilità di esserne i protagonisti insieme a quanti, nel mondo, sono e resteranno loro alleati. Questo è il centro di gravità che attrae chi è realisticamente impegnato alla ripresa della cooperazione, della diplomazia e della politica sulla scena internazionale: la costruzione di una nuova partnership internazionale con al centro la superpotenza imperiale americana. Questo considera come concreta e ragionevole ipotesi di “nuova Onu” chi non fa ideologia per fottere il popolo e chi non vive sulla luna della pace garantita per Diritti e Tribunali internazionali. Cioè chi, in ultima analisi, non fa del proprio tornaconto il motivo di un patriottismo da ultimo rifugio delle canaglie. Comunque sia, volenti o nolenti, alle leggi di gravità non si comanda. L’Onu è un bel sogno del passato e l’Europa uno nel cassetto. Ma con questa Francia un po’ fuori di testa (e fuori da ogni scacchiere internazionale), in cerca di alleati “multipolari” (ah, ah), forse in nord-Africa, insieme alla banda dei quattro (però la Germania è prudente, la Russia dissimula, il Lussemburgo non conta, il Belgio? E cos’è?), dove volete andare? Più interessanti, e da sondare, sono questi forti venti alleati che soffiano da Roma a Londra, da Madrid a Varsavia (nuovo quartier generale Nato, via da Bruxelles?). Più interessante, e da seguire attentamente, sono le svolte parlamento di Teeheran che, settimana scorsa, ha votato a maggioranza una mozione in cui raccomanda al governo della Repubblica islamica iraniana la distensione con l’America di Bush e una decisa svolta verso la democrazia. Più interessante, e da sostenere, è la road map del quartetto Usa, Russia, Onu, Ue, per Israele e Palestina. Mentre il vecchio e sempre là in agguato (anche se Al Qaeda è stata fatta a pezzi dagli americani) e si chiama Hamas, Jhad, estremismo islamico, utopismo euro-asiatico che dell’estremismo sono gli utili cavalli di Troia (nelle Famiglie Cristiane d’Occidente non ne mancano, ultimamente). Il vecchio sono gli obliqui portavoce delle canaglie in nome di un equivocato “senso della giustizia” secondo cui, stupidamente, dato che i profili di insurrezionalisti e terroristi lo smentiscono in toto, si crede vi sia una correlazione oggettiva tra povertà e terrorismo.
Terzo. Una Welfare Society per l’Europa. Sarà anche vero che, come certuni dicono, l’Europa sta entrando in un paradiso poststorico di pace e relativo benessere. Può darsi. Francamente a noi non risulta visto che, come stiamo documentando da qualche tempo, tutti gli analisti prevedono che “questa Europa”, se proseguirà di questo passo prodiano-Ulivista, da qui a trent’anni sarà costituita in larga parte da pensionati indigeni ed immigrati extracomunitari, sarà marginale sul piano geo-politico e colonizzata sul piano religioso e culturale. Però tutto è possibile in un posto dove anche Vittorio Agnoletto scrive libri e, soprattutto, gleli pubblicano.Viviamo in un altro mondo, come sospetta l’americano Robert Kagan (cfr. Paradiso e potere. America ed Europa nel nuovo ordine mondiale, Mondadori) e forse non abbiamo ancora capito che ci è rimasto poco tempo da perdere con le utopie piazzaiole e le scimmie dalle “mani pulite” (che per altro “non hanno mani”). Non siamo alla fine della decadenza europea. Purtroppo siamo solo all’inizio. Una decadenza che, come ha richiamato su queste pagine, in maniera assai onesta e civile l’economista spagnola Maite Barrea «nasce anzitutto dal non riuscire più a riconoscere il senso della vita: gli europei non fanno più figli e cercano di aggirare la fatica del lavoro perché non vedono più un senso in queste due realtà umane». Come si esce da questo tunnel? Con quelle presenze di libertà e di welfare society di cui esemplifica ogni settimana quel vero esperto e persona seria che è Giorgio Vittadini. Ma non c’è solo Vittadini, naturalmente. Anche a sinistra c’è gente che capisce come va il mondo. Peccato che siano i bruti liberati a dettar legge.

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.