Felicità Cgil
Il compagno Luciano è un delegato Rsu e componente del direttivo provinciale di categoria del più grande sindacato italiano. In un recente convegno dal titolo “Scrivo benessere leggo felicità” ha perso le staffe quando i docenti hanno spiegato che «la felicità è lì a portata di mano, dobbiamo solo cercarla e che è tutto possibile, basta volerlo». Luciano è sbottato: «Parliamo dell’uomo, di alienazione, di libertà in senso positivo e magari cerchiamo di liberarci da una visione strettamente politicista che vuole farci credere che cacciato Berlusconi, avremmo risolto tutti i nostri problemi di lavoratori e di uomini». Quali sono i vostri bisogni? Hanno insistito i “parapsicologi. I convenuti si sono sbizzarriti nel descrivere i loro “desideri”: un buon stipendio, una barca quale simbolo di libertà (D’Alema insegna). Luciano ha osato dichiarare: «Io ho bisogno di tempo per studiare, leggere, pensare e discutere. Sono disposto a fare una battaglia in onore di questi obiettivi. Non mi interessa e non potrò mai dire di aver raggiunto la felicità solo perché un aumento contrattuale mi consentirà di comperarmi un paio di scarpe in più. Non è un vincolo contrattuale giuridico, garantito o precario, che consentirà all’uomo di realizzarsi».
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