Ferraresi (Foglio): «La certezza spiegata dalla vita di Giulia» – RS/2

Di Redazione
29 Agosto 2011
Mattia Ferraresi (Foglio) racconta a Tempi.it i fatti più importanti avvenuti ieri al Meeting: «Chesterton ha aiutato a capire come la certezza rappresenti una conquista e sia l'opposto della tranquillità, un movimento continuo, mai una stasi. Da non perdere oggi la storia di Giulia, una bambina che non doveva nascere: un esempio pratico della certezza di cui si parlava ieri»

Mattia Ferraresi (Foglio) spiega a Tempi.it quali sono stati gli appuntamenti più interessanti della giornata di ieri al Meeting e che cosa non si può perdere oggi: «Ieri il meglio è arrivato da Chesterton e dagli anglicani, la protagonista di oggi sarà invece Giulia, una bambina che non doveva nascere».

Partiamo da Chesterton.
L’incontro con Casotto e Rialti sull’autore inglese è stato tra i più importanti perché ha fatto venire fuori l’idea di certezza che aveva Chesterton. Per lui era tutto l’opposto della tranquillità: rappresenta una conquista. Non è qualcosa che anestetizza ma che permette l’immersione totale nella realtà. Si potrebbe fare un parallelo con Pasternak, su cui al Meeting c’è una mostra eccezionale: l’autore russo si stupiva dell’arrivo della primavera, che dovrebbe essere una cosa ovvia. Allo stesso modo Chesterton ritiene che il miracolo più grande sia la presenza delle cose. La vera certezza, allora, è conoscere chi pone nell’essere le cose e le fa continuamente riaccadere in modo nuovo. Questo fa della certezza un movimento continuo, mai una stasi: una solare irrequietezza, come diceva ieri Esposito.

E gli anglicani?

Stupendo l’incontro con il teologo Andrew Davison. Mi affascina molto il fatto che lui, insieme ad altri anglicani presenti al Meeting, abbia colto nella manifestazione riminese e nel movimento di Comunione e Liberazione non appena una consonanza teologica. E’ rimasto colpito dalla nostra compagnia. E questo è il filo rosso che unisce gli incontri con Napolitano, gli egiziani e ieri gli anglicani. Alcuni di loro poi, che sono al Meeting per la prima volta, hanno la forza e la capacità di risvegliarti e di farti uscire da una sorta di torpore e di sindrome da “già saputo”.

Che cosa non si può perdere della giornata di oggi?

La storia di Giulia (diretta video su Tempi.it alle 15, ndr): una bambina che secondo i medici doveva essere abortita all’ottavo mese di gravidanza perché, nel migliore dei casi, «sarà costretta a vivere come un vegetale» per una grave malattia. Invece loro hanno scommesso sulla vita per motivi ben precisi. Oggi Giulia ha dei problemi, non parla, ma ride e capisce due lingue. Diciamo che, con molta semplicità, la certezza di cui si parlava ieri in questa storia si vede in atto. Diventa pratica. Oltre ai genitori di Giulia, partecipa all’incontro un medico ateo, Bernard Dan, che dopo aver conosciuto Giulia, afferma che sarebbe stato irragionevole ucciderla con l’aborto. Dan, ora, parla di aborto terapeutico come di un inganno linguistico e non lo dice perché crede o perché ha visto un miracolo in atto. Ma solamente in seguito alla convivenza con Giulia e i suoi genitori.

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