Festival della Pubblicità: il solito can-cannes

Di Addis Piero
28 Giugno 2000
In questi giorni a Milano si è svolta Cannes Prediction, un'anteprima...

In questi giorni a Milano si è svolta Cannes Prediction, un’anteprima dei migliori cinquanta film candidati al Festival della Pubblicità di Cannes scelti dai direttori creativi della Leo Burnett di tutto il mondo. Il pubblico in sala, a differenza di Cannes dove votano solo i giurati, può esprimere il proprio parere e votare i venti film che preferisce. Di solito la platea milanese azzecca le previsioni e gli spot più votati si aggiudicano almeno un leone al Palais du Festival. Gli addetti ai lavori del mercato italiano si confermano molto abili nelle previsioni, ma assai meno nella creazione: purtroppo appena i nostri film varcano la dogana di Ventimiglia ricevono solo fischi o, al massimo, passano inosservati. Infatti anche quest’anno nessun italiano compare nella prestigiosa short-list della Leo Burnett. Eppure la creatività nostrana ha dato prova di una grande ripresa: sui teleschermi finalmente passano anche ottime idee, non solo immagini più o meno belle. Ma allora che cosa manca ai nostri spot per convincere i giurati di Cannes? L’Energia, secondo alcuni. La capacità di stupire, la semplicità, secondo altri. Per noi non manca proprio nulla. Cannes – diciamola alla Forrest Gump- è come una scatola di cioccolatini: non sai mai quello che ti capita!

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