FESTIVALBAR OLANDA

Di Bracalini Paolo
26 Maggio 2005

Il “no” olandese al referendum sul trattatto Ue sembra irreversibile. I sondaggi lo danno al 63 per cento, contro il 37 per cento di sì, fatto significativo in un paese tradizionalmente eurofavorevole. Le cause? In primis l’euro, percepito come il responsabile dell’inflazione e certificato come tale anche dal direttore della Banca nazionale olandese che ha dichiarato che dall’introduzione della moneta le tasche olandesi pesano il 10 per cento in meno. Poi l’immigrazione, specie musulmana, meno controllabile nell’Europa a 25.
Da ultimo un fatto frivolo. All’Eurovision Song Contest, una specie di Festivalbar in salsa comunitaria, la stella Glennis Grace (in foto) è stata eliminata a vantaggio di neomembri dell’Est. Agli olandesi non è andata giù: il De Telegraaf, primo quotidiano nei Paesi Bassi, il 21 maggio ha raccontato in prima pagina le letterine dei lettori: «L’eliminazione dell’Olanda fa capire chi avrà voce davvero in questa nuova Europa». Secondo il sondaggista Maurice de Hond «il 70 per cento in Olanda pensa che il miglior piazzamento dei paesi dell’Est sia un limpido esempio di come il baricentro del potere in Europa si stia sempre più spostando ad Est». Che per quanto provinciale sia, pare ragionamento da fine geopolitica.

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