Fiaba e realtà/1
Da adesso e per tutta l’estate, la rubrica di Mamma Oca si occuperà di ciò per cui il suo nome nacque: la fiaba (“I racconti di Mamma Oca” sono una delle raccolte di fiabe, francesi, più famose che ci siano). Il perché è presto detto. Mi sono accorta che ai bambini nessuno racconta o legge più fiabe, in favore di letture definite “più realistiche”. E siccome questa moda è in voga già dagli anni ‘70, quando tutta la tradizione dei nostri padri iniziò ad essere discussa anche la fiaba venne accantonata, ad Andersen si sostituì Mario Lodi, adesso se ne possono vedere alcuni risultati. Il più eclatante, riassunto, dato che si è appena votato, in uno slogan, è sicuramente questo: se non ti hanno raccontato le fiabe da piccolo è molto, molto facile che tu creda alle favole da grande, ovvero la fiaba è il tipo di lettura per bambini che, aiutando «a trovare un significato alla vita», insegna ad essere realisti. Ovvero: è bello, è idilliaco, è verde, è rassicurante per la nostra invidia, credere a quel re che in Sardegna non farà più costruire le ville per i figli ricchi dei turisti ricchi, ma poi pensi alla Liguria dove nello stesso perimetro di una villa per un figlio ricco hanno costruito cento condomini per migliaia di mezzi poveri, e ti chiedi: questo sarà un re, un mago o un buffone? Di realtà, significato, bellezza, giustizia, bene e male, umiltà, orgoglio, amore, di tutto ciò che riguarda la vita parlano le fiabe. L’unica regola per comprare i libri di fiabe è che siano edizioni integrali, praticamente impossibile trovarne tra quelle “per bambini”, sono tutte ridotte, edulcorate e semplificate fino a cambiarne e distorcerne totalmente il significato. Questi primi che vi propongo sono libri “per grandi” : l’edizione integrale, mille pagine, di Andersen, Fiabe e storie, Donzelli editore, Collodi, Fiabe e racconti, Tascabili economici Newton, e J. e W. Grimm, Fiabe, due volumi, Acquarelli. Fiabe, «perché i bambini possano continuare a sentirle, gli adulti a raccontarle».
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