FIABA E REALTA’/6

Di Valenti Annalena
29 Luglio 2004
Piccole leggi ad uso di gente che è tentata da Feeria, ma che ne rimane delusa perché si è ritrovata in un mondo che sostituisce il grande reame della fantasia

Piccole leggi ad uso di gente che è tentata da Feeria, ma che ne rimane delusa perché ha sbagliato strada e si è ritrovata in un mondo un po’ stupido che, costruito a finta misura di bambino, oggi sostituisce il grande reame della fantasia. Primo: le fiabe non si vedono, si leggono o si raccontano. Ovvero Cenerentola è di Perrault, non di W. Disney, e le fiabe in cartone animato sono da considerare “perse” in quanto fiabe perché, per quanto noi possiamo cercare di immaginare la strega o il bosco di Biancaneve, da adesso in poi avremo in mente solo “quelli”. Dobbiamo cercare nuove terre, nuovi regni. Secondo: ai bambini bisogna leggere storie, fiabe «che siano al di là anziché al di sotto della loro misura. I loro libri, al pari dei loro indumenti, dovrebbero tener conto della crescita, e in ogni caso i libri dovrebbero incoraggiarla». Infatti, continua Tolkien, i bei libri per bambini devono essere scritti per e letti da adulti. Due titoli: Tolkien, Roverandom. Le avventure di un cane alato, Bur. Singer, Storie per bambini, I miti Mondadori. Terzo: dice Singer a proposito delle illustrazioni nelle storie e fiabe: «Penso che il potere della parola sia il miglior mezzo per informare e divertire le menti dei nostri ragazzi… Credo ancora che in principio c’era il Verbo, il potere della parola». Quarto: non ho mai usato le distinzioni tra storie, fiabe, favole, racconto fantastico, mito, privilegiando con Tolkien il concetto di desiderabilità: «Credere dipendeva dalla maniera in cui le storie mi venivano ammanite dagli adulti, ovvero dal tono a dalla qualità… Se risvegliavano il desiderio, soddisfacendolo, avevano raggiunto il loro scopo». Così per C. può essere altamente desiderabile il cercare tesori nascosti e combattere i pirati de L’isola del tesoro, e per L. esplorare la Terra di Mezzo e incontrare Bilbo e Il signore degli anelli, anche se, dal film in poi, la faccia di Aragorn sarà per tutti quella, pur bella e per l’adolescente L. desiderabile, di Viggo.

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