Fiat spazzatura? Chiedere all’ing. Carlo
«Qualcuno aveva mai pensato sei mesi fa che le azioni di Fiat avrebbero sfiorato nel giudizio delle grandi società di rating la definizione di “titoli spazzatura”?», scrive Eugenio Scalfari su Repubblica. Se quel “qualcuno” avesse avuto una lunga e intima amicizia con Carlo De Benedetti e le sue imprese, forse ci sarebbe potuto arrivare. *** «Un tempo si parlava di castrazione chimica, ma personalmente sono propenso a metodi più semplici: un colpo di forbice, non necessariamente sterilizzata», dice Roberto Calderoli a Libero. Si riferisce agli immigrati-stupratori. Noi, che invece siamo umanitari, per tagliare la lingua a qualche esternatore demente useremmo sempre una forbice sterilizzata. *** «Abbiamo vissuto una repressione astratta e generale che si è distinta per la sua astrattezza e generalità», scrive Fausto Bertinotti su Rivoluzioni, supplemento di Liberazione. Ah, i bei tempi in cui le repressioni astratte e generali si distinguevano almeno per la loro concretezza e particolarità. *** «Negli Usa quando si compra un televisore, c’è un filtro che permette di escludere i programmi porno», dice Franca Rame al Corriere della Sera. Ah, i bei tempi in cui la Rame era sporcacciona e antiamericana. *** «Il flagello produce sì dolore, ma un dolore che ridesta il corpo», da un discorso di Carlo Maria Martini riportato da Repubblica. Con profonda vergogna confessiamo che le alte parole del vescovo ci ricordano un nostro caro amico, inglese e molto peccatore, che ama ripetere: «La sensazione di un bacio dura un attimo, quella di una frustata può durare anche tutta una notte». *** «L’Ulivo ha governato le politiche culturali partendo dal presupposto che la cultura è al centro dei moderni sistemi di welfare», scrive Giovanna Melandri sull’Unità. L’immagine di Giuliano Urbani è un po’ in crisi, per sua fortuna ogni tanto la Melandri si fa viva e il giudizio sul ministro del centrodestra si riequilibra. *** «Un grande sindacato giallo sotto dominio del governo, simile a quelli dell’Unione Sovietica», dice Pietro Folena al Manifesto. Parla dei progetti del centrodestra. Ecco un’analisi che è un miracolo d’intelligenza, di compostezza, di metafore calibrate e non forzate. Come sempre peraltro nel caso di Folena. *** «Ogni emissione di luogo comune, nella stampa o nell’etere, introduce nei tessuti viventi un po’ di questa morte del linguaggio», scrive Guido Ceronetti sulla Stampa. C’è bagarre alla Rai e il celebre commentatore apocalittico ne approfitta per dare la sua pugnalata a Enzo Biagi. *** «Io credo che nessuno possa decidere dall’esterno chi debba rappresentare…», dice Piero Fassino all’Unità. Si riferisce a israeliani e palestinesi, non alle sue preoccupazioni per l’invadenza della Cgil tra i Ds.
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