Fin dove può arrivare il Po

Di Inversetti Elena
08 Marzo 2007

Veloci come il vento lungo il Po invece che imbottigliati sulla Milano-Laghi. Non è fantascienza, ma una possibilità di viabilità alternativa al trasporto su gomma che potrebbe diventare realtà nel prossimo futuro, con opportuni interventi di bacinizzazione sul fiume più lungo d’Italia e i suoi affluenti. Questo l’ambizioso progetto di Aipo, l’Agenzia interregionale per il Po, e del suo presidente, Davide Boni, già assessore al territorio della Regiona Lombardia. Aipo, l’ente strumentale delle quattro regioni interessate allo scorrimento del Po e dei suoi affluenti (un bacino di oltre 74 mila Km quadrati): Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, è competente in materia di opere per la difesa idraulica e per la tutela idrogeologica del territorio (basti pensare che nel corso del 2006 sono state appaltate opere per un totale di 58 milioni di euro), inoltre, dal 1° gennaio 2007, a seguito all’affidamento da parte della Regione Lombardia di alcune nuove competenze, si occuperà anche di navigazione fluviale. E proprio in virtù di questa competenza ecco l’idea: realizzare un canale lungo 60 chilometri che colleghi Trucazzano, Milano, a Pizzighettone, Cremona. Milano con il Po. Con indubbi vantaggi per i trasporti e positive ricadute economiche, ambientali e ovviamente anche per il settore turistico. Un’opera che per essere realizzata ha bisogno di una forte collaborazione tra enti locali, soggetti economici, agricoltori e associazioni, di una strategia unitaria dunque che con l’affidamento all’Aipo delle competenze di navigazione dell’Agenzia porti di Cremona e Mantova sta cominciando a dare i suoi frutti.

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