Fli a Napoli non vuole stare nel Terzo Polo ma col Pdl

Di Emanuele Boffi
08 Aprile 2011
Rivellini e altri duecento futuristi pronti a sostenere Lettieri al posto di Pasquino «per non far vincere le sinistre». L'ira di Bocchino. Ma il caso, dopo Olbia e Latina, mette in luce le contraddizioni in seno ai finiani: se siamo nel centrodestra, perché ci alleiamo con la sinistra?

Piccolo grande caos in Futuro e libertà a Napoli. L’eurodeputato Enzo Rivellini, coordinatore regionale Fli in Campania fino a qualche ora fa, dopo un dialogo con il presidente della Camera Gianfranco Fini, ha deciso di lasciare il partito assieme a molti amministratori locali e supporter di Fli. Spiega Rivellini: «Dopo la riunione all’hotel Ramada con alcune centinaia di amici, dopo aver ascoltato le dichiarazioni di Italo Bocchino a Radio 24 e dopo un colloquio telefonico con Gianfranco Fini, abbiamo deciso di togliere dall’imbarazzo gli stessi Fini e Bocchino, visto il loro assordante silenzio sulle questioni poste in questi giorni dal nostro territorio. Lasciamo Fli o per meglio dire l’illusione che questa rappresenta, visto che non è in linea con quanto deciso all’unanimità al congresso di Milano da tutti i militanti presenti».

«Resta il dato – aggiunge -, che non sono state affrontate le questioni evidenziate in questi giorni, come il fatto che i vertici del partito negano la democrazia partecipata ed, al contrario di quanto affermano in pubblico, trovano scandalose le posizioni di chi vuol ancorare il partito al centrodestra, per poi trovare naturale che massimi dirigenti sfilino sotto le bandiere rosse della sinistra radicale».

Motivo della fuoriuscita la convinzione di Rivellini e soci che nel capoluogo campano Fli dovesse sostenere il candidato del Pdl (Lettieri) e non quello ufficiale del Terzo Polo (Pasquino). Solo qualche giorno fa, Rivellini aveva detto: «Ho avuto modo di rilevare, dopo questi primi giorni di campagna elettorale per il Nuovo Polo per l’Italia, il rigetto dalla gran parte dei cittadini avvicinati di qualunque ipotesi di perpetuazione anche simulata di poter fungere da stampella delle Sinistre a Napoli. Per questo motivo, confermando l’alleanza di Futuro e Libertà con i cittadini piuttosto che coi partiti, riteniamo di non potere in alcun modo agevolare una qualunque ipotesi, per quanto pallida, di vittoria delle Sinistre a Napoli, visto che sono responsabili della distruzione dell’anima prima ancora che della struttura della nostra città. Quindi, dopo aver rimesso nel primo pomeriggio di lunedì 4 aprile, nelle mani di Pier Ferdinando Casini, il mio mandato di coordinatore regionale campano del Nuovo Polo per l’Italia, vi annuncio che Futuro e Libertà a Napoli appoggerà da subito la campagna del candidato del centrodestra Gianni Lettieri così da vincere subito al 1° turno».

Bel disastro per Fli che con Mpa, Udc e Api è da alcune settimane in campagna elettorale per sostenere Pasquino. Così, Italo Bocchino, “il falco” per antonomasia tra i deputati finiani e grande nemico di Nicola Cosentino (Pdl) che ha indicato Lettieri, s’è subito precipitato a sconfessare Rivellini e a commissariare il partito, dando a Roberto Menia il compito di blindare il simbolo di Fli, onde evitare che questo appaia sotto le insegne del Pdl.

Rivellini lascia Fli e ieri sera a Radio 24 ha fatto capire che cosa farà in futuro: «Se Berlusconi mi chiamasse sarei imemdiatamente pronto a incontrarlo». Dalla sua, Rivellini dice di avere il sostegno di tutti gli organi locali di Fli («siamo duecento»).
Il caso, in sé, è anche interessante per misurare l’ambiguità su cui finora si è giocata la fortuna di Fli: partito nel centrodestra, ma aperto. Il problema è: aperto quanto? Fino a dove può spingersi Fli a sinistra? Caso di scuola è Olbia dove la compagine di Fini è entrata nella santa alleanza del “tutti contro Berlusconi”, ma altri casi stanno venendo a galla anche a Latina e, appunto, Napoli. Il capoluogo campano è certamente il più interessante e importante e rischia di far esplodere le contraddizzioni in seno al partito dove l’ala che fa riferimento ad Adolfo Urso si mostra ogni giorno più insofferente verso l’ala movimentista e spregiudicata di Bocchino, Granata, Briguglio.

E’ stato Urso a bloccare la santa alleanza di Latina (quella del fasciocomunista Pennacchi), ed è stato ancora Urso a riprendersi il sito Farefuturo che quotidianamente guerreggia con Filippo Rossi, ex direttore di Farefuturoweb magazine oggi esiliato sul sito “il futurista”, ed è stato ancora Urso a essere considerato l’eminenza grigia ietro le mosse di Rivellini. Siamo, insomma, alla scissione dell’atomo. Non esattamante la prospettiva che si poneva Fli quando ancora sognava di diventare il “nuovo centrodestra in Italia”.

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