Flora e fauna al potere
Il futuro è vegetale. I tessuti più nuovi sono ricavati dal mais, dal bambù, dalla soia e dalla carta. Sono materiali traspiranti, naturali e totalmente biodegradabili. Una nuova fibra utilizzata per fare maglieria si ottiene dalle proteine del latte e dà una piacevole sensazione di freschezza e benessere. Altri esperimenti hanno prodotto magliette fatte d’alghe, giacche d’ibisco e guanti di crisantemo; ottimi “gusci” protettivi da radiazioni, microbi e acari. Giorgio Armani e Corpo Nove investono nel rilancio della canapa, una fibra bandita dagli anni ‘50 per le sospette qualità narcotiche e per l’euforia delle fibre sintetiche. Anche la cucina evolve. Non è più solo macrobiotica o ayurvedica. Diventa floreale. Ad Orvieto l’Azienda Agricola Amadriade organizza corsi di cucina a base di petali di fiori variando i menu da stagione a stagione, a seconda delle fioriture. La cosmesi, poi, è arrivata alla frutta con creme rassodanti al melograno (Juvena), essenze al basilico, pompelmo e gelsomino (Dior) e profumi al legno e alle foglie di fico (Guerlain).
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