“Formigoniani” lombardi contro tutti
Il segno sotto il quale nasce il Pd lombardo l’hanno dato i primi commenti ai risultati di Verdi, Sinistra democratica e Rifondazione comunista: niente alleanze di nuovo conio, si rilanci l’opposizione a Formigoni. L’invito è rivolto a Ds e Margherita, in questi anni più astenuti che contrari alla politica del centrodestra lombardo. Larghe intese ma anche affinità elettive con i Dl innanzitutto ma anche con i Ds, sia sotto la segreteria di Luciano Pizzetti sia con il suo successore Maurizio Martina, neo segretario lombardo del neonato Partito democratico. Che però ora dovrà fare i conti non solo con la Cosa rossa ma anche con i risultati più inattesi di queste primarie: per primo il successo imprevisto, per quanto contenuto, del concorrente Riccardo Sarfatti, già candidato del centrosinistra alle Regionali. Il quale, apparentato alla Bindi, subito dopo le prime proiezioni ha avvertito Martina: «Non si pensi ora alle alleanze variabili». L’altra sorpresa è proprio il risultato ottenuto da Rosy Bindi, che qua e là in Lombardia ha superato di gran lunga il dato nazionale (voti presi soprattutto a sinistra, secondo lo spirito solidaristico comune a comunisti e cattocomunisti). Infine il terzo ostacolo: il successo della lista per Veltroni “ambiente, lavoro, innovazione, sinistra”, quella dei giovani e di pezzi del sindacato, quella del deputato milanese Emanuele Fiano che da agosto aveva dichiarato di non poterne più di segretari regionali non milanesi: «L’ultimo è stato nel 1992, infatti si perde da quindici anni». Poi, la settimana scorsa anche lui ha avvertito: «Niente aperture a Formigoni». Messaggio rivolto ai tanti dell’altra lista per Veltroni, tra cui spicca il presidente della Provincia di Milano Filippo Penati, che più volte ha dimostrato di preferire il dialogo con il governatore a quello con le ali estreme dell’Unione. La centralità di Formigoni nelle reazioni svela l’antico sogno irrealizzato della sinistra lombarda: la conquista del trentesimo piano del Pirellone. Ma prima ancora bisognerà crearlo, questo Partito democratico.
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