Formula per un delitto

Di Simone Fortunato
12 Settembre 2002
“Occhio alla Bullock, la donna col nome di un antifurto”

Una detective indaga su un misterioso omicidio.
Schroeder è già nella storia. Penso che sia il primo regista a girare un thriller in grado di far stramazzare a terra gli spettatori. Annoiati a morte. è difficile addormentarsi di fronte ad un thriller. Per definizione, il thriller è il genere che ti tiene sulle spine, che gioca con le paure dello spettatore attraverso i meccanismi della suspence e della tensione. Si sta sulle spine, non ci si addormenta certo. Fino ad oggi. Per affrontare un film con Sandra Bullock, ci vuole coraggio. La donna che porta il nome di un celebre antifurto è tutto tranne che bella, brava, affascinante. Ed è pure antipatica. La donna che passerà alla storia per film come Miss Detective, Un revolver in analisi, Speed 2 e Piovuta dal cielo è un deterrente naturale per qualsiasi amante del cinema. Ma in Formula per un delitto c’è ben altro: c’è assenza di ritmo, idee, colpi di scena… Ci sono errori di montaggio imbarazzanti. Persino attori in gamba come Chaplin e Chris Penn vengono usati poco e male. Dopo dieci minuti, si sa già tutto. Chi è l’omicida, quale il movente, che cosa ha spinto la Bullock a farsi poliziotta. Un collage di errori per un film che è solo una perdita di tempo.

di Barbet Schroeder
con Sandra Bullock, Ben Chaplin

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.