Forse un’opposizione decente esiste ancora. Scusate il brutto sogno, forse
Questo giornale si chiude ogni lunedì, attorno alla mezzanotte. Dunque il mercoledì da leoni che vi proponiamo in un’immaginaria corrispondenza dal Parlamento di Strasburgo è solo uno strambo sogno. Anzi, l’incubo in cui ci appare una girotondante gazzarra organizzata dai V’attimi fuggenti, disobbedienti e manettari italiani vari, a cui si uniscono truppe di trozkisti francesi, cannaioli belgi ed ecologisti tedeschi. Sembra che il mite Cicogna non sia riuscito a imporre la tregua agli integralisti di via dei Due Macelli. Sembra che il discorso del Cav. sia stato accompagnato da fischi, schiamazzi, cartelli offensivi inalberati in parlamento da deputati (un po’ troppo spacconi) delle nordiche socialdemocrazie alla marjuana e al sexy shop, e fuori, nel giorno i cui l’Italia assumeva ufficialmente la Presidenza del semestre europeo, da proteste sfociate in qualche tafferuglio. E sembra che un giornale non terzista italiano commenti: «L’episodio non conferma altro che i bravi di manzoniana memoria hanno scelto la pura e semplice via di sfasciare l’Italia e di rappresentarla al resto d’Europa come un Paese allo sbando, dove non esiste più nemmeno il rispetto per i rappresentanti del popolo. A vantaggio di chi, oltre che con la complicità dei corrispondenti esteri a Roma che fanno circolare nel mondo le bugie di Rep.? Beh, c’è forse chi non aspetta altro che l’Italia, troppo signora alleata della grande democrazia americana, retroceda al ruolo di cameriera dei sanculotti di Parigi e di Berlino. E che magari, rimessa al popolo italiano la bella museruola ulivista, ritrovi il suo posto al sole di bella colonia mediterranea e di supermercato per lo shopping di francesi, tedeschi e perfino di mitici colonnelli africani (non le chiamavano “privatizzazioni” quelle alla bell’époque in cui si stava tutti zitti, allineati, coperti e, si trattasse di Telecom Italia o Serbia, non si trovava disobbediente, magistrato, cofferatiano, che non ingrassasse nel silenzio-assenso sotto l’occhio del padrone?). Perché – li avete capiti, no? – la democrazia è bella solo se è tutta pappa e ciccia con loro, altrimenti prima ti randellano su piazza e nei tribunali, poi cominciano a far scrivere ai signor Rossi che le maggioranze democratiche sono un pericolo di cui sarebbe bene chiedere alla Corte Costituzionale se non sia “coerentemente in linea” con la Costituzione sbarazzarsene, con le buone o con le cattive. Già, come scrive Giovanni, l’evangelista del CorSera, è chiaro a tutti che il Berlusconi ha in mano i giornalisti e i giornali, l’informazione e le televisioni, i giudici e i tribunali, e che invece a loro, poveri kulaki, non è rimasto altro che combattere Silvio Mussolini sulla rive gauche del Piave di via Solferino. Brucia così tanto, ai cortigiani dell’antico consociativismo, che ranocchi e mortadelle non siano più pezzi da novanta dell’Italia all’estero-su-estero? E vabbé, vuol dire che al prossimo ribaltone andremo tutti in Francia, ospiti dei Pelliccioli in un bel castello sulla Loira. Oppure in Costarica, nei bananeti della signora Dini. O in barca, con Lapo, Guido e Massimo, viaggiando come per incantamento, fino alle isole Cayman. Poi, attraverso una picciol domandina al Presidente da parte dell’umile, semplicetta e patriota studentessa che si trova a Berlino per “studi” (e che per caso scrive sul Manifesto) chiederemo con “ingenuità” a Ciampi come si fa a firmare la legge di un Parlamento che Lorsignori han deciso essere non più sovrano, dunque contro cui Lorsignori aizzano a marciare come punse vaghezza di fare a quel tale che non era propriamente il general Cadorna, né, propriamente, un fante italiano combattente quello austriaco sulla linea del Piave». Scusate, non è successo niente a Strasburgo. Scusate, è stato solo un brutto sogno.
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