Forza Italia, eppur (qualcosa) si muove
In Forza Italia si sta aprendo una fase interessante in cui, occorre pur dirlo, non mancano i segnali positivi. Pochi giorni fa si sono insediate le commissioni in preparazione della stagione congressuale, i congressi provinciali e nazionale sono stati convocati, a giorni a Udine partirà la seconda convention degli eletti nelle amministrazioni locali. Novità quasi sconvolgenti per un partito che, pur restando presidenzialista, deve scoprire le forme di una democrazia interna sostanziale. La stessa convention che si è appena conclusa a Milano non è stata priva di segnali positivi. Riprendendo il tono e il contenuto dell’intervento di Formigoni, il coordinatore regionale Romani ha fatto il suo mestiere nei confronti degli alleati e ha posto in campo le ragioni di partito accanto a quelle, pur sacrosante, dell’alleanza. Il segnale mandato a tutte quelle realtà locali del partito che hanno trangugiato amaro per alleati pronti ad approfittare del senso di responsabilità di Forza Italia è importante, e qualcosa ci dice che presto incominceranno ad accorgersene anche gli altri coinquilini della Casa delle Libertà. Ancor più interessante sono i contenuti e il metodo di lavoro per le commissioni volute da Scajola. Innanzi tutto il lavoro non continuerà indefinitamente. Per luglio dovrà essere chiuso e consegnato. La commissione Statuto, per dirla con Cicchitto, dovrà ripensare la struttura di un partito nato per l’opposizione e che ora deve riconvertirsi a partito di governo di lunga durata. Più prosaicamente, diciamo noi, dovrà inventare le forme della partecipazione democratica alla vita del partito. La commissione identità ha scelto di lavorare rispondendo ad un’unica, chiara domanda: quali sono le ragioni per aderire a Forza Italia? A memoria nostra è la prima volta che si prova a ripensare Forza Italia non come una somma mixata delle varie anime democristiane, socialiste, liberali e cattoliche con l’aggiunta (o con le fondamenta, dipende dal punto di vista) di un cappello presidenzialista. La commissione formazione è poi una novità assoluta: per la prima volta Forza Italia in quanto tale si pone esplicitamente il tema della formazione di una classe dirigente. Non è la conclusione ma solo un inizio di un lavoro che non sarà né facile né scontato. Quantomeno si può tornare a sostenere con animo più sereno una campagna tesseramento in vista di congressi che questa volta ci saranno. Anche perché il tesseramento si chiuderà tassativamente a luglio. E anche questo è un buon segnale.
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