Fra la Lazio e l’Unione c’è di mezzo Di Pietro

Di Fred Perri
14 Dicembre 2006

La vera rivelazione del campionato è una squadra senza tifosi, o meglio con i tifosi contro. I tifosi che alla domenica portano i tamburi, che cantano e intonano slogan (spesso trucidi) contro tutti i loro nemici, i tifosi che fanno caciara, che sostengono i giocatori con cori e stornellate. La vera rivelazione del campionato è la Lazio che domenica le ha suonate alla Roma e va alla grande malgrado la penalizzazione e i nomi non ridondanti dei giocatori. La Lazio è la dimostrazione che si può vincere anche con i propri tifosi che ti coprono d’insulti, con gli stipendi ridotti, con i tagli delle spese inutili, con la difficile coesistenza con gli ultrà, veri padroni delle curve zone franche dove tutto è permesso. I club devono scendere a patti con loro e non si riesce a cacciarli. Il presidente della Lazio, Claudio Lotito, da quando è divenuto proprietario del club, ha tirato dritto e ora la squadra, passata la crisi e la penalizzazione, può guardare avanti con fiducia. Eppure gli ultrà della sua squadra ce l’hanno con lui, con Lotito, reo di dar loro poca confidenza.
Ora il guaio è che anche Romano Prodi pensa di potersela cavare, anche se ha tutti contro. Continua a ripeterlo. Solo che il premier non ha a disposizione Oddo e Ledesma, ma Antonio Di Pietro e Francesco Caruso (sempre se lo hanno già tirato fuori dal Cpt di Crotone in cui si era rintanato).

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.