FRATELLI PER LA PELLE

Di Simone Fortunato
29 Luglio 2004
Gli scontri nel campo palestinese serviranno anche a determinare chi comanderà a Gaza quando gli israeliani se ne saranno andati

Gli scontri nel campo palestinese serviranno anche a determinare chi comanderà a Gaza quando gli israeliani se ne saranno andati. La barriera di sicurezza voluta dal governo di Ariel Sharon ha permesso infatti di prendere quella decisione invocata dalla comunità internazionale fin dal 1967. Ora la dirigenza palestinese e l’Europa non avranno più scuse. Col complice silenzio europeo, l’Autorità Nazionale Palestinese ha governato in questi anni come da tradizione mediorientale col pugno di ferro, senza alcuna democrazia. Farà lo stesso anche il futuro Stato palestinese? Alcuni dicono sia necessario per contrastare il fondamentalismo islamico, che secondo molti pesca nella disperazione dovuta alla drammatica situazione economica. Sarà. Silvio Berlusconi ha più volte assicurato che il nostro paese interverrà con un nuovo piano Marshall. Benissimo. Anche gli imprenditori possono fare la loro e guadagnarci pure. Uno stabilimento della Fiat a Gaza contribuirebbe a costruire una società palestinese, a rendere l’economia meno dipendente da quella israeliana e la famiglia Agnelli dovrebbe rispettare un diritto del lavoro più leggero di quello italiano. La pace può arrivare anche su una Multipla.

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