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Friedrich, il ritrattista dell’infinito

Di Marco Bona Castellotti
26 Aprile 2022
Esposti a Padova “Le bianche scogliere di Rügen” e altri quattro capolavori del maestro del romanticismo classico. Il pittore tedesco sa spingere lo sguardo a perdersi nella lontananza, ma senza rinunciare a fissarsi su ogni dettaglio. Perché ovunque è la permanenza di Dio
Friedrich, Le bianche scogliere di Rügen

Caspar David Friedrich, Le bianche scogliere di Rügen, 1818, Kunst Museum Winterthur, Fondazione Oskar Reinhart – © SIK-ISEA, Zurigo (Philipp Hitz)

L’esposizione temporanea a Padova dei Paesaggi del XIX secolo provenienti dalla Fondazione Oskar Reinhart di Winterthur, permette ai visitatori la conoscenza de visu di cinque dipinti di Caspar David Friedrich (1774-1840), sommo esponente del romanticismo classico, pittore di cui mi risulta che in Italia non vi sia un solo quadro in raccolte pubbliche. Oskar Reinhart, membro di una famiglia di mercanti svizzeri, a mia memoria fu uno dei massimi ammiratori di Rainer Maria Rilke, le cui spoglie si conservano in un piccolo cimitero a mezza costa nei pressi di Briga che visitai in giuventù.
Tra le opere di proprietà Reinhart svetta Le bianche scogliere di Rügen che, insieme al Viandante su un mare di nebbia (Museo di Amburgo) e al Mare di ghiaccio (Amburgo), viene concordemente considerato il massimo capolavoro di Friedrich, emblema di tutte l...

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