Futures del rame, ovvero gli infortuni del capitalismo rosso
li scandali finanziari intorno ai futures, contratti su cui si innescano speculazioni legate alle oscillazioni dei prezzi nel tempo, sono vecchi come il capitalismo. Normalmente a pagare il fio di operazioni avventate sono il venditore avventuriero e l’impresa o l’istituto a cui appartiene. La situazione si fa più complicata quando a mettere il piede in fallo è un rappresentante di quella strana cosa che è il capitalismo di Stato cinese. Vedi il caso di Liu Qibing, il dirigente del Centro per le forniture della riserva dell’Ufficio delle riserve statali che ha concluso contratti futures per 200 mila tonnellate di rame che non è in grado di onorare. Come altri bancarottieri del passato, Liu ha scommesso su una flessione del prezzo del rame che gli avrebbe permesso di riacquistare a dicembre a 2.600-2.700 dollari alla tonnellata quel che aveva venduto a gennaio a 3.000. Invece il prezzo è salito al livello record di 4.200 dollari, e ora gli acquirenti esigono la fornitura del rame acquistato ai prezzi di gennaio, ma che in realtà Liu non ha mai avuto intenzione di vendere realmente. A sconvolgere il mercato mondiale del rame (che ha sede a Londra), però, è un altro fatto: l’ente statale cinese per cui Liu lavorava ha prima reso noto che la persona in questione non esisteva (!), poi si è corretto precisando che aveva agito a titolo personale. Il che equivaleva a dire che la Cina non si sarebbe fatta carico dell’inadempienza contrattuale.
La versione cinese è ben poco credibile. Più probabile che l’Ufficio per le riserve statali si sia lanciato nella speculazione consapevolmente, o che addirittura gli sia stato ordinato dalle alte sfere politiche, che avevano già deciso di aumentare la produzione nazionale di rame per far scendere il prezzo. In ogni caso la Cina come tale non uscirà bene dalla vicenda: se accetta la responsabilità per il contratto disatteso, dovrà sopportare un danno per centinaia di milioni di dollari; se non accetta la responsabilità, molti in futuro non accetteranno più di concludere contratti con enti cinesi, oppure li appesantiranno con indennità di rischio. Una cosa è certa: di Liu Qibing non si sentirà mai più parlare.
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