G8. L’errore non è la contestazione.

Di Tempi
05 Luglio 2001
A Londra gira una battuta: allarghiamo il G8 alla Cina, facciamo Pechino capitale dei G9 e poi lasciamo la cura del “Popolo di Seattle” alla medicina alternativa cinese, “Esercito popolare”, of course

A Londra gira una battuta: allarghiamo il G8 alla Cina, facciamo Pechino capitale dei G9 e poi lasciamo la cura del “Popolo di Seattle” alla medicina alternativa cinese, “Esercito popolare”, of course. Scherzi a parte, peggio della miseria c’è solo l’inganno. Lo sapeva, mentre moriva, la vecchia madre di Darl, laggiù nel miserabile e grande Sud di William Faulkner, sangue che fortunatamente scorre ancora nelle vene d’America, antigiacobina e perciò baluardo di democrazia e di libertà. Peggio della miseria di un mondo globalizzato sul denaro, la lussuria e il potere (ma anche sul progresso scientifico che ci ha allungato la vita e costretto a pensare dispositivi legislativi e militari per il rispetto dei diritti umani e la responsabilità del mondo comune), c’è solo l’inganno dell’ideologia che si nutre di calde lacrime sparse per la miseria altrui. Peggio della miseria c’è l’inganno per cui si continua a parlare di “popoli” mentre (in Italia almeno), aveva cominciato il Leoncavallo e si finisce con le e-mail inviate ai poveri parroci da colletti bianchi di curia che raccomandano la mobilitazione. Peggio della miseria, che non può toglierti l’io e la libertà di arare il campo come vuoi tu e non come ti ordinano altri, c’è il déjà vu dell’omologazione di sigle, associazioni, aziende dello spettacolo, che si autorappresentano difensori dei popoli, dei poveri, degli oppressi. Peggio della miseria di chi avanza a tentoni, cercando il vaglio e non il demonio, c’è l’inganno di chi si fa mantello delle contraddizioni insite in ogni umano sforzo di progresso e possesso della realtà (che altro sono la scienza, la tecnologia, il linguaggio, il sapere e financo il potere, se non l’espressione di ciò che è stato dato all’uomo per essere quello che è?), per raccontarci di un mondo perfetto dove il Sogno e la Legge, l’agnello e il leone, cammineranno insieme. Peggio della miseria del mondo bello e feroce, c’è l’«appello ai padroni del mondo» di Famiglia Cristiana, appello dove insieme ai problemi seri e reali di questo nostro mondo, anche Dio è stato vinto, domato e ridotto – direbbe l’Orcozio di un romanzo di Anthony Burgess – a un personaggio umoristico per il divertimento dei bambini. Peggio della miseria della violenza dei Centri sociali, c’è l’inganno di preti-preti e di preti-laici che delle teste confuse e ribelli cercano di fare sgabello per il potere di uomini impagliati. È vero, come acutamente ha notato il laico Sergio Romano, è impossibile che la contestazione che viene da Seattle sia un errore assoluto, sarebbe disumano. Ma è l’umano che interessa agli uomini impagliati? Alessandro Manzoni, Promessi sposi: «Vi sono dei momenti in cui l’animo, particolarmente dei giovani, è disposto in modo che ogni poco d’istanza basta a ottenerne ogni cosa che abbia un’apparenza di bene e di sacrificio. Questi momenti, che si dovrebbero dagli altri ammirare con timido rispetto, son quelli che l’astuzia interessata spia attentamente e coglie di volo, per legare una volontà che non si guarda».

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