GABELLE PROLETARIE
Questa volta vado oltre: sfido gli spergiuri di amici e compagni. L’assicurazione obbligatoria (proposta nella finanziaria) sulle case contro gli eventi naturali è ispirata a valori di solidarietà, supera i vecchi recinti campanilistici e fa un baffo al federalismo secessionista. Rischio l’impopolarità fra i miei: quell’idea è di sinistra! Dalle pagine dei quotidiani d’opposizione si fanno però discorsi alquanto bizzarri. Improvvisamente sono diventati tutti borghesi, individualisti, con la puzza sotto il naso e anche un pochino razzisti. Così ne parla Liberazione: «Uno può vivere in un edificio costruito con tutti i crismi antisismici, non abusivo, in regola con lo Stato e in pace con gli dei, in un territorio non a rischio, ma deve pagare questa nuova gabella che tanto piace al presidente dell’Ania». Eh no, cari compagni! Quella gabella servirà a ricostruire case distrutte dai terremoti, a bonificare terreni e abitazioni invase da alluvioni. Quale istituto avrebbe mai assicurato contro i terremoti una casa in una zona sismica? Ci rendiamo conto che ogni qualvolta una calamità naturale si abbatte sul nostro paese siamo alle prese con i soliti problemi? Dove prendere i soldi, a chi dare precedenza? Questa, che piaccia o no, è solidarietà nazionale. Che piaccia o no, questa pulsione unitaria crea un ponte tra territorialità diverse per morfologia e mentalità. Il vostro dissenso è giustificato solamente da una collocazione geopolitica, nella realtà contiene preoccupanti elementi di autodissoluzione culturale. Il vostro discorso è il medesimo che tanto contestate al perbenista piccolo borghese che si vanta di non pagar le tasse. Quest’ultimo alle vostre obiezioni sulla necessità di compartecipare equamente al sostentamento dell’apparato pubblico risponde così: «Io non mi ammalo, ma se dovesse succedermi andrò in una struttura privata, i miei figli non li manderò mai negli asili o nelle scuole pubbliche. Io non pago le tasse perché allo Stato io non chiedo nulla». Ecco cari compagni, oggi il vostro discorso si basa sulle stesse logiche che vi fanno tanto imbestialire.
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