Gad Lerner sugli scudi, opposte proteste femminili con riferimenti evangelici e l’isola del tesoro dell’INPS

Di Tempi
28 Giugno 2000
La settimana

In Rai tutto il contrario di un pogrom e il Polo sdrammatizza.

Il 16 giugno il Consiglio di Amministrazione della Rai ha nominato Gad Lerner direttore del TG 1 in sostituzione di Giulio Borrelli e Maurizio Beretta direttore di Raiuno al posto di Agostino Saccà. Alberto Contri e Gianpiero Gamaleri, consiglieri ritenuti vicini all’opposizione, hanno votato contro. Dopo avere stigmatizzato in un primo tempo le nomine con un comunicato in cui si definivano le nomine “un blitz pre-elettorale nel mondo dell’informazione pubblica”, il Polo ha ammorbidito i toni. “Mi dispiace -ha dichiarato il giorno dopo Silvio Berlusconi- che la polemica sul metodo delle nomine abbia finito per coinvolgere anche Lerner, il cui valore nessuno contesta. Mi auguro solo che proprio la sua riconosciuta professionalità sia una garanzia di autonomia, anche politica”. Anche il neo-presidente della Regione Lazio Francesco Storace, fino a ieri presidente della Commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai, ha parlato di “eccesso di protesta nel Polo”.

Da noi contattato telefonicamente, Gad Lerner ha gentilmente declinato la nostra richiesta di un’intervista per Tempi rinviandola a data da destinarsi. “Non voglio mettermi a pontificare prima di aver lavorato. Dovrei mettermi all’opera da qui a due settimane, ma temo che me ne lasceranno solo una”. A esplicita domanda sull’eventualità che Roberto Fontolan, neodirettore del centro di produzione della Rai di Milano ed ex caporedattore del Sabato, possa diventare il suo vice-direttore, ha risposto: “Mi piacerebbe molto”.

La Toia protesta contro chi va a letto troppo tardi…

Sul Corriere della Sera del 19 giugno il ministro per i Rapporti con il Parlamento Patrizia Toia protesta con una lettera aperta per quella che lei considera l’ingiusta generalizzazione di chi affibia un’etichetta di mondanità e frivolezza agli esponenti del centro-sinistra. Pochi reprobi gettano discredito sui tanti virtuosi, scrive la senatrice: “Sono lontana anni luce dai salotti, dai pettegolezzi e più in generale da quel sotto- mondo romano che tanto ha contribuito nel corso degli anni al progressivo distacco degli elettori dalla politica… Cercare un posto al sole, piazzare le fidanzate e, più in generale apparire, non è, o almeno non dovrebbe essere nel patrimonio genetico di chi, con l’Ulivo, si è posto in passato con successo alla guida del riformismo di questo paese… Non sono una mosca bianca che, un po’ stoltamente, continua a darsi da fare con serietà e impegno… Come me, esistono diverse centinaia tra ministri, deputati e senatori del centro-sinistra che quotidianamente svolgono con impegno indiscutibile il loro lavoro in Parlamento o nel governo. E’ a nome di questi che credo di poter parlare… Il centro-sinistra è formato soprattutto da “virtuosi” che nulla hanno a che fare con gli eccessi di pochi che dall’esperienza di governo hanno tratto un’arroganza degna del tempo che fu”.

Al ministro Toia, che in altra parte della sua lettera si vanta di essere esponente di “un partito di ispirazione cattolica”, vorremmo ricordare alcuni passi del Nuovo Testamento, come quello di Matteo 23,12 e di Luca 14,11: “Chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato”; come l’ammonimento di san Paolo: “Chi si vanta, si vanti nel Signore”; come l’ammaestramento delle Beatitudini: “Beati gli umili, perché vedranno Dio”; come il monito di Paolo ai Romani 12,16: “Non fatevi un’idea troppo alta di voi stessi”; e naturalmente la parabola del fariseo e del pubblicano che salirono al tempio a pregare (Luca 17,9-14). E ricordiamo anche il detto della saggezza popolare: “Chi si loda si imbroda”.

…e le prostitute;
olandesi contro;
chi va a letto;
troppo presto.

Per una signora ministro molto virtuosa che protesta in Italia, tante signore poco virtuose (ma di cui il Vangelo non parla affatto male) che protestano in Olanda. Le Monde del 16 giugno ci informa che le prostitute dell’Aja sono sul piede di guerra perché il Comune si è rifiutato di prolungare l’orario di apertura delle case di tolleranza legali: le professioniste si aspettavano un sostanzioso incremento del fatturato in occasione della Coppa Europa, ma l’orario piuttosto avanzato dei match (le 20.45) ha creato una situazione per cui i potenziali clienti non riescono a recarsi sul posto in tempo utile.

Ma è poi così sicuro che gli ultrà del calcio dedicherebbero le loro residue energie al sesso a pagamento? Viste le loro abitudini, gli hooligans inglesi e tedeschi sembrano preferire un altro tipo di casino.

Se gli amici di Salvi si apprestano a gestire il malloppo, gli autonomi votano Pietrantonio.

In Italia, si sa, le cose più importanti sono quelle che si fanno alla chetichella. Pochi sanno, per esempio, che fra il 26 e il 30 giugno prossimi venturi si svolgeranno su tutto il territorio nazionale le votazioni per eleggere 4 amministratori della Gestione separata INPS, il fondo in cui sono versati i contributi previdenziali di 2 milioni di lavoratori non dipendenti legati da contratti di collaborazione coordinata e continuativa. I versamenti di questo esercito di lavoratori dallo statuto incerto, che hanno tutti gli svantaggi della posizione di lavoro autonoma (niente ferie pagate, niente tredicesima, niente malattia pagata) senza averne i vantaggi (alta retribuzione e una solida mutua professionale alle spalle), rappresentano ormai una montagna di denaro più grande di quella del deposito di zio Paperone: 13 mila miliardi di lire. Stante l’assordante silenzio che circonda una scadenza elettorale che interessa le tasche e il destino pensionistico di 2 milioni di italiani e delle loro famiglie, non ci sarebbe da stupirsi se alle urne si recasse solo l’1 o il 2 per cento degli aventi diritto. E che magari a gestire il malloppo si ritrovassero tutti amici del ministro Salvi.

Una buona occasione per conoscere gli autonomi ( intesi come lavoratori) e seguire l’esempio di Ivan Guizzardi, presidente del’Alai (associazione di lavoratori autonomi di ispirazione Cisl e Cdo) che nel collegio dell’Italia settentrionale voterà Domenico Pietrantonio.

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